Un pianeta 50 e 50 entro il 2030: il conto alla rovescia è cominciato

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Dal lavoro ai diritti sociali, a New York sul tavolo delle Nazioni Unite la questione della parità di genere. Il lavoro da fare è ancora enorme

Si è aperta il 14 marzo a New York la sessantesima sessione della Commissione sulla condizione delle donne delle Nazioni Unite (CSW60), che quest’anno si concentra sul rapporto tra empowerment femminile e sviluppo sostenibile. Migliaia di delegati e delegate di governi, istituzioni, Ong, imprese, sindacati, organizzazioni di donne, saranno impegnate fino al 24 marzo, al Palazzo di Vetro, per discutere di come assicurare il protagonismo di donne e ragazze nell’attuazione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, che a settembre ha sostituito gli Obiettivi di sviluppo del Millennio. La delegazione italiana è guidata da Emma Bonino, inviata speciale per la CSW60, e dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.

L’appuntamento annuale organizzato dalle Nazioni Unite è di primaria importanza per l’impegno globale verso l’avanzamento della condizione di donne e bambine. Non si tratta solo di sostenere l’attuazione dell’Obiettivo 5, che riguarda espressamente il perseguimento dell’eguaglianza di genere in tutto il pianeta, ma anche di declinare con attenzione alle differenze di genere gli altri Obiettivi, che nel complesso coprono le maggiori sfide del XXI secolo: dalla povertà all’istruzione, dalla democrazia ai cambiamenti climatici. “Questa sessione”, ha detto la Direttrice Esecutiva di UN Women Phumzile Mlambo-Ngcuka nel suo discorso d’apertura, “segna l’inizio del conto alla rovescia verso il 2030, verso il futuro che vogliamo. Un futuro in cui nessuno sia lasciato indietro, e in cui l’eguaglianza sostanziale tra i generi diventi realtà”.

Il lavoro da fare è ancora moltissimo, anche nell’Unione Europea, come mostra il Rapporto sull’eguaglianza tra uomini e donne pubblicato dalla Commissione Europea in occasione della Giornata internazionale della donna. L’occupazione femminile ha raggiunto il 64,5 %, ma resta ancora oltre dieci punti indietro rispetto al tasso di occupazione degli uomini (75,6 %). Inoltre, tre quarti del lavoro domestico e due terzi delle cure parentali restano sulle spalle delle donne, mentre gli uomini continuano a fare un uso molto ridotto delle misure di conciliazione vita-lavoro. Il divario retributivo tra uomini e donne si attesta al 16% e quello pensionistico addirittura al 40%. Per quanto riguarda la parità nei ruoli decisionali, poi, se è vero che la presenza attuale di donne nei parlamenti nazionali (28,5 %) è al livello più alto mai raggiunto, con il passo che ha tenuto negli ultimi dieci anni il cambiamento in atto porterà alla piena eguaglianza tra uomini e donne solo nel 2051. Resta, infine, diffuso e preoccupante il fenomeno della violenza di genere.

Durante la sessantesima sessione della Commissione sulla condizione delle donne sarà dato spazio alla prima revisione delle storiche conclusioni della sessione del 2013, dedicate a “L’eliminazione e la prevenzione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze”. Inoltre, i dieci giorni di lavori si concluderanno con l’adozione di un documento negoziato dagli Stati membri, oltre che con l’adozione di altre risoluzioni riguardanti: Situazione e assistenza alle donne palestinesi; Rilascio delle donne e dei bambini presi in ostaggio, inclusi quelli successivamente imprigionati, nei conflitti armati; Donne, ragazze e Hiv/Aids.

L’Italia organizza o cosponsorizza una serie di eventi, riportati sul sito della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite.

Voglio fare il mio più sentito augurio di buon lavoro alle delegate e i delegati del CSW60, che stanno partecipando al più grande e importante forum internazionale per promuovere l’avanzamento verso un pianeta 50 e 50. È arrivato il momento di “step it up”, come recita lo slogan di UN Women: farsi avanti con nuovi impegni e azioni per l’attuazione dell’Agenda 2030.

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