Un iftar per ribadire che Molenbeek non è un califfato nel cuore dell’Europa

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epa06026338 Children prepare al-Iftar meal with their teacher, inside their kichen at the Dawhet Amel (Land of Hope) orphanage in Mesraba, outskirts of Damascus, Syria, 12 June 2017. (Issued on 13 June 2017). Dawhet Amel is a charity project of Adaleh foundation for orphaned children, who didn't find any shelter, school or even family. Adaleh sponsor about 720 orphans, providing shelter for some 35 children studying and living in the orphanage Dawhet Amel, with provision for 10 to sleep at the shelter. The orphanage has two sections, one is a school, the other is a house for orphans who didn't have a shelter. The home is equiped with several nannies and teachers, educating the children about their religion, Quran, Salat, cooking, doing their homeworks and hobbies.  EPA/MOHAMMED BADRA

Il Pd Bruxelles ha organizzato la cena di rottura del digiuno del Ramadam per lanciare un messaggio di solidarietà alle comunità di un quartiere tra i più discussi in Europa

Stasera a Molenbeek il circolo PD Bruxelles promuove una serata simbolica di confronto tra la comunità musulmana e generazioni diverse di italiani in Belgio. Un iftar, la cena di rottura del digiuno che costituisce un momento importante di comunione anche per tanti cittadini italiani che vivono il mese di Ramadan, ci è sembrata l’occasione più adatta per un gesto di vicinanza verso una parte rilevante della nostra comunità nella capitale d’Europa.

Sono molti, infatti, i nostri connazionali di origine maghrebina che, dopo anni di lavoro in Italia, vivono e lavorano in Belgio dove costituiscono una parte attiva della presenza italiana. Come per il caso di altri nuovi italiani (ad esempio gli italo-bengalesi nel Regno Unito), anche in Belgio infatti sono sempre più numerose le presenze di cittadini stranieri precedentemente emigrati in Italia, poi naturalizzati e integrati nel nostro Paese, che allo scoppio della crisi economica sono andati via per cercare lavoro altrove in Europa.

La retorica dei cervelli in fuga, con cui spesso dall’Italia si descrive il fenomeno dell’emigrazione italiana, è davvero fuorviante per raccontare l’ampiezza della tipologia sociale di chi oggi decide di lasciare il nostro Paese. E d’altronde, a leggere bene gli indicatori demografici – su tutti quelli della Fondazione Migrantes – appare evidente come uno dei parametri dell’emigrazione dall’Italia riguardi proprio la partenza di stranieri – naturalizzati o meno – che non vedono più nel nostro Paese un luogo attrattivo da un punto di vista professionale e come aspettative di vita.

Con questa iniziativa vogliamo anche lanciare un messaggio di solidarietà alle comunità di un quartiere tra i più discussi in Europa, bollato con analisi spesso sbrigative e piene di pregiudizi. Molenbeek non è un califfato nel cuore dell’Europa, è un quartiere in cui indubbiamente si riscontrano difficoltà sociali ma in cui proprio le comunità italiane, da oltre 60 anni, costituiscono tra gli esempi più virtuosi di integrazione.

E i nuovi italiani arrivati negli ultimi anni in questo quartiere si trovano oggi insieme alle proprie famiglie in un clima di sospetto e isolamento che colpisce tante comunità musulmane, in Belgio come in Italia e nel resto d’Europa. Quali sono le aspettative e i bisogni di questi nuovi italiani? Le rivendicazioni sociali e di rappresentanza sono le medesime su cui il resto della nostra comunità italo-belga pone l’attenzione nei confronti del Paese: promozione della lingua e cultura italiana, qualità dei servizi consolari, dignità nei propri diritti di cittadini all’estero.

Spetta alla politica e alle istituzioni cogliere il valore positivo di integrazione che essi possono rappresentare nel contesto di crescente mutamento demografico e culturale che viviamo in Italia, che spesso vede emergere proprio nei nuovi italiani alcune delle storie di successo più interessanti nel mondo delle arti, dello sport, della letteratura. E’ anche attraverso il riconoscimento di questa nuova realtà di emigrazione, quindi, che come Partito Democratico possiamo innovare le politiche rivolte alle nostre comunità nel mondo e dare un segno tangibile di integrazione.


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