Un editore al Corriere della Sera

ControVerso
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Umberto Cairo è il nuovo azionista del Corriere della Sera. E ora?

La battaglia di Via Solferino è terminata e l’unica cosa che rimane da definire è quanto ampia sia stata la vittoria. La cosa presenta diversi motivi di interesse. Molti hanno sottolineato la sconfitta del “salotto buono” e la fine di un certo capitalismo di relazione, ma non mi sembra questo l’elemento più interessante. Quanto piuttosto il fatto che per la prima volta a detenerne la proprietà sia un editore. Non un gruppo di imprenditori con il loro “core” economico da altre parti e interessati al Corriere e agli altri periodici essenzialmente per esercitare la loro influenza sull’informazione italiana.

Cairo ha invece la sua attività prevalente proprio nell’editoria, si è mostrato negli anni un imprenditore capace e profittevole per gli azionisti a lui associati. E questo cambia molte cose. Sarà molto interessante, nel momento della crisi più profonda di tutta l’editoria periodica italiana, veder quale strategia e quali misure metterà in campo per riportare in attivo una macchina editoriale che negli ultimi anni ha distrutto valore.

Cairo dispone anche delle necessarie sinergie fra tv, è proprietario de La7 , carta stampata e editoria elettronica e quindi non ha limiti intrinseci . La sua scommessa sarà quindi dimostrare che la crisi generale può essere affrontata a viso aperto e con buone idee. Cairo ha anche fama di attento amministratore o, detto meglio, di intransigente tagliatore di costi e già ha chiesto i pieni poteri per intervenire immediatamente sulle uscite di cassa.

I giornalisti e i dipendenti del gruppo editoriali possono fare qualche chiamata ai loro colleghi de La7 per informarsi. Se ancora qualche privilegio sopravvive al Corriere e da altre parti, e per la definizione di privilegio dovranno prendere in considerazione un larghissimo spettro di spese, si preparino ad un veloce e quasi istantaneo addio. Di questi tempi “cash is the king”.

Su questo non ci sono dubbi. Ma al tempo stesso il nuovo azionista dovrà tenere in considerazione che il Corriere non è una commodity scambiabile con altre. Vive dell’autorevolezza, per la verità un po’ affievolita, che lo ha sempre contraddistinto.

Mantenere e migliorare quell’impostazione evitando la conquista di lettori ad ogni costo , ma sapendo farsi scegliere da una platea sempre più ampia, sarà l’altra faccia della scommessa.

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