Un atto dovuto contro il terrore

Libia
epa05147031 A Tunisian soldier stands on a sandbank during a presentation of the anti-jihadi fence, near Ben Guerdane, eastern Tunisia, close to the border with Libya, 06 February 2016. Tunisian Defense Minister Farhat Horchani inspected the first completed part of the 196-kilometer ditch, which aims to render the entire border impassable by vehicles.  EPA/MOHAMED MESSARA

Non esiste una soluzione politica che abiuri, in sé, lo strumento militare

I “filosofi con l’elmetto” diranno che è troppo poco. Gli ideologhi di un pacifismo che abiura, sempre e comunque, lo strumento militare, sono invece dell’idea, che l’Italia si è spinta oltre il limite  tollerato da un Paese che nella prima parte dell’articolo 11 della Costituzione afferma di abiurare la guerra. Gli opposti che si incontrano in una “terra di mezzo” che fa propria la politica dell’impotenza. Nel mondo, ricorda Papa Francesco, non c’è una “guerra di religione”, ma una guerra sì, e a praticarla in Siria come in Iraq, in Libia come a Parigi, Bruxelles, Nizza, è un terrorismo che predica e pratica la Jihad globale.

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