Tutti gli incubi del Guru. Casaleggio immagina il futuro

M5S
Beppe Grillo sul palco della due giorni ''Italia5stelle'' all'autodromo di Imola (Bologna), 17 ottobre 2015. A destra Gianroberto Casaleggio, fondatore del Movimento 5 stelle. ANSA/ MARCO ISOLA

L’ultimo libro “Veni Vidi Web” di Gianroberto Casaleggio viene presentato sul blog di Grillo partendo dall’ultimo capitolo. Il risultato? Un incubo fanatico

Siamo stati costretti ad aprire un account su Amazon superando l’antipatia per Bezos (del resto ce l’abbiamo anche su Facebook, nonostante che Zuckerberg sia gradevole come l’acido sulla lingua) per scaricarci la apposita App per leggere l’ultimo libro Veni Vidi Web di Gianroberto Casaleggio. Tutto perché avevamo incontrato un paio di amici con gli occhi strabuzzati a seguito di quanto ne avevano letto sul blog di Grillo. Finalmente, ipad alla mano, abbiamo scoperto che il testo trasferito sul blog non è altro che l’ultimo dei diciannove brevi capitoletti che costituiscono l’opera intera e variamente parlano del mondo a partire dall’affermazione del web.

Citiamo qua e là dall’ultimo capitolo: “petrolio e carbone sono proibiti insieme alla circolazione di macchine private….. Taxi, tabaccai, macellerie e librerie sono scomparsi…..I parrucchieri hanno chiuso i battenti, uomini e donne portano i capelli lunghi e disordinati…..In Italia le statue di Garibaldi sono state sostituite da statue di Gengis Khan….Il Milan vince campionato e Champions League tutti gli anni………..I lavori pesanti sono fatti dai robot e non nobilitano più l’uomo). Contenuti invero impressionanti e pazzotici, se considerati “in sé”, ma come appaiono se si leggono dopo i capitoli che li precedono? Qui Casaleggio spiega e rispiega la “disintermediazione” generata dal fatto che internet spiazza e condanna alla scomparsa le vecchie strutture burocratiche di Stati e aziende, sposta il livello della appartenenza comunitaria (più social e meno piazzetta), reimposta le regole della ricerca scientifica e della creatività in generale innestandovi la cooperazione di tutti su tutto.

Qualche anno fa erano visioni avanzate, vere rotture epistemologiche delle quali godevano gli specialisti e appassionati di mondi a venire. Oggi fanno parte del senso comune, e forse è proprio perché quelle idee sono ormai scontate che, per aggiungere del pepe alla pietanza, arriva l’ultimo capitolo che prefigura, come in una incisione di Dürer il sabba di un mondo livido in cui la irrefrenabile disintermediazione di stati, aziende e relazioni abbia generato una società percorsa dalle sharie dei profeti di passaggio, dal culto di gesti, dall’imperversare di prassi salvifiche, cui la gente corre appresso pur di dare un senso alla propria, disintermediata, esistenza.

Insomma, se leggiamo bene, l’ultimo capitolo è proprio quello che prende le distanze rispetto alle derive fantastiche che potrebbero trarre alimento dai precedenti. Una sorta di vaccino anti-utopico rispetto al modo di considerare il mondo post web, che sarà un mondo pazzo e pericoloso, percorso da orde fanatiche, esattamente come quello attuale. Parola di Casaleggio.

Resta da capire perché i curatori del blog, presentando il libro, ne mostri solo la coda, nonostante che questa, presa da sola, sia un evidente incubo fanatico. I casi sono due: o sono allucinati che vedono, inseguono e ripropongono solo quel che somiglia alle proprie rappresentazioni; o sono cinici che pensano che allucinati siano i frequentatori del blog e gli rifilano la botta ruffiana, come in un trailer che mostri la unica scena di sesso per convogliare spettatori al botteghino un film noioso. In questo secondo caso converrà svelarne il gioco, più che sberleffare i “contenuti”.

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