Tutti alla ricerca del capro espiatorio

ControVerso
SCONTRO TRENI VIGILI DEL FUOCO

Un Paese che è alla spasmodica ricerca di un colpevole è un Paese che ha perso il rispetto per se stesso

Muoiono molte persone in un incidente ferroviario. Persone comuni, ragazzi, ragazze, lavoratori. Gente che prende quel treno come molti prendono ogni giorno un autobus o una metropolitana. Un piccolo e tranquillo treno di provincia. Un treno che funziona da decine di anni. Un dolore immenso, come sempre è quando la morte arriva inattesa e inspiegabile. Quale è la prima reazione che leggo sulla stampa? Troviamo i colpevoli. Nemmeno il tempo di raccogliersi e piangere. Capire che forse una serie di coincidenze quasi impossibili, mai verificatesi in decenni, ha purtroppo fatto il suo lavoro. Addirittura una parente, leggo, accusa i “poteri forti”. Esperti cresciuti in decenni di baggianate sparse a piene mani discettano di binari unici, di sistemi di sicurezza e naturalmente del povero Sud lasciato senza protezione. Senza rispetto per i fatti e per la logica.

Incidenti ferroviari purtroppo capitano e capitano in tutto il mondo. Anche in quello che non sta a Sud, ma sta nel cuore della civilissima Europa. In Germania magari o a Viareggio. Adesso si cercherà di capire. Ma già dopo due giorni il magistrato dichiara che non ci si può fermare all’errore umano. Certo, per lenire il dolore ci vuole un capro espiatorio ben più visibile. Un simbolo da esporre sulla pubblica piazza, sostituendo la giustizia con la vendetta. I due responsabili delle stazioni interessate, due tranquilli e comuni lavoratori, non sono abbastanza importanti per essere il bersaglio desiderato. Vedremo. Ma un Paese che di fronte ad una tragedia di questo genere reagisce prima di tutto cercando di saltare alla gola di qualcuno, purché sia noto e potente, un Ministro, lo Stato, il Sistema, la Mafia, l’Europa, ogni volta che qualche cosa di imprevisto e doloroso accade è soprattutto un Paese che ha perso il rispetto per se stesso.

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