Troppo spesso manca la sinergia tra la base e i dirigenti nazionali

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Lettera al segretario del Pd Matteo Renzi del segretario provinciale del Pd Chieti

Caro Segretario, caro Matteo,

Oggi scrivo al mio Segretario, non al mio Presidente del Consiglio.
Voglio essere sincera dal principio: non ti ho mai votato nei congressi. Altrettanto sinceramente ti dico che ho sempre sostenuto l’azione del Governo che tra mille ostacoli ha segnato punti di svolta epocali nel mondo della scuola, del lavoro, dei diritti.

L’ho fatto in maniera convinta, fiera, orgogliosa, perché credo nel significato più vero delle due parole che compongono la sigla PD. Credo nel Partito, inteso come cinghia di trasmissione sia delle scelte operate a livello centrale sia delle proposte che proprio dal basso riusciamo a convogliare al Parlamento, ai nostri rappresentanti alla Camera e al Senato. Credo anche nell’aggettivo Democratico e a tutto quello che ne consegue: democraticamente hai vinto le primarie, democraticamente hai assunto la guida del PD e per questo, democraticamente e apertamente, ti sostengo sul territorio.

E allora ti scrivo perché ho notato che proprio qui, sul territorio, nei circoli, negli spazi di discussione che tanto hanno contribuito alla crescita dell’Italia è venuto a mancare il contatto col Governo. Noi segretari di provincia vogliamo e dobbiamo essere la locomotiva sul territorio della vostra azione di governo ma troppo spesso la comunicazione e la sinergia tra la base (noi) e l’altezza (voi), viene a mancare.

Nella nostra provincia, quella di Chieti, abbiamo vinto praticamente ovunque, conquistando anche storiche roccaforti del centrodestra e relegando ad esigue percentuali il Movimento Cinque Stelle. Vuoi sapere la nostra ricetta? È semplice. Siamo riusciti a fare squadra, creando il giusto mix di esperienza e rinnovamento. Siamo partiti da lontano decidendo  di avviare una nuova fase, dando ai circoli il protagonismo vero nelle scelte di governo e nella selezione delle candidature.

Da allora abbiamo confermato chi è stato in grado di fornire un esempio di buon governo e non ci siamo scoraggiati quando di fronte alle “vecchie volpi” della politica abbiamo avuto la “follia” di schierare giovani under 40, riempiendo le liste anche con tante donne che poi hanno ottenuto un successo personale veramente straordinario. Ci hanno preso per matti, ci hanno detto che non tenevamo conto della “realtà”, ma poi abbiamo dovuto allargare il carro dei vincitori perché tutti ci volevamo salire, innanzitutto i nostri più acerrimi contestatori che volevano togliere spazio ai veri protagonisti di questi straordinari successi.

A differenza di un centrodestra esistente solo sulla stampa e di un movimento cinque stelle fatto solo di politica virtuale con proposte fotocopia in ogni comune. Con loro, con i candidati consiglieri e gli aspiranti sindaci ho vissuto in questi mesi il mio Pd, il mio Partito Democratico. Ogni giorno sono stata al fianco degli iscritti, dei simpatizzanti e anche degli avversari, perché credo nel valore del confronto delle idee, percorrendo migliaia di chilometri da quando, ormai, sono stata eletta, come te, nel 2013.

Ho girato per i circoli, incontrando chi ogni giorno, tra mille sacrifici, tiene una sede aperta per dialogare e lavorare con me e con segretario regionale Marco Rapino, per cercare sempre la soluzione migliore, soprattutto nei momenti complicati come quelli che stiamo vivendo adesso.

Coi nostri giovani candidati non ci siamo fermati alla “semplice” vittoria delle primarie, ma siamo andati avanti nella costruzione virtuosa di sinergia con il territorio. Abbiamo realizzato un volano virtuoso con i tutti livelli di governo, con proposte vere e risposte concrete per le diverse comunità, abbiamo coniugato idee all’avanguardia e solido buonsenso, ascoltando tutti per poi assumere il peso delle decisioni definitive. Vengo al punto.

Oggi sento di chiederti di ascoltare di più la voce che sale dai nostri circoli, di organizzare un momento di ascolto del territorio, in tutti quei territori nei quali sventola una bandiera del Partito Democratico fuori da una sede. Ti chiedo di far diventare questi incontri ospiti fissi della tua fitta agenda di impegni, con scadenze puntuali, che ci consentano uno scambio di idee, di buone pratiche, di soluzioni da applicare ai problemi da risolvere.

Ti chiedo una segreteria nazionale costantemente vicina ai territori, ai nostri circoli. Da loro, da noi, potrai trarre sostegno ed energie per proseguire l’azione riformatrice del Governo, perché il lavoro e le riforme vinceranno sempre sui populismi e sulla demagogia. Abbiamo dinanzi a noi una sfida, quella di rifare l’Italia, riportandola a essere fulcro del Mediterraneo e dell’Europa, culla della civiltà, della cultura e dello sviluppo ma per farlo dobbiamo iniettare nuova linfa vitale al nostro Pd.

Tiriamo fuori il nostro orgoglio perché ne abbiamo tantissimo: dobbiamo solo collegare i tanti punti di forza diffusi nei circoli con la rete nazionale del PD, per poi allargare lo sguardo verso il Socialismo Europeo per il quale tanto ti sei speso e per il quale oggi più che mai noi Democratici dobbiamo diventare guida sicura nell’ambito dell’Unione.
Ci hai detto di non mettere il gettone nell’Iphone. Sono d’accordo. Ma non dimentichiamoci di telefonare, di contattare i circoli, di chiamare a raccolta uno per uno i nostri iscritti.

Io conosco personalmente tutti quelli della Provincia di Chieti. Sono una grande squadra. Lo hanno dimostrato conquistando il consenso dei cittadini alle Amministrative. Ma il loro valore sta emergendo anche grazie all’azione del governo regionale. In Abruzzo stiamo portando a termine una rivoluzione epocale nel campo sanitario, che ci porterà ad essere finalmente una regione virtuosa, che proprio Silvio Paolucci, assessore alla sanità, eletto in provincia di Chieti, sta compiendo attraverso una condivisione quotidiana con i circoli e con gli amministratori locali, con un lavoro dei nostri sindaci delle aree interne. E nell’interesse dei cittadini del mio Abruzzo abbiamo ultimato una ristrutturazione incredibile del sistema trasporti voluta da Camillo D’Alessandro eletto anche lui nella provincia di Chieti. Questo è il nostro Pd di governo. Di questo parliamo nei circoli e su questo ci confrontiamo con studi, analisi e valutazioni, cui seguono delle decisioni. Senza paura. Senza timori. Guardando in faccia il futuro.
Noi ci mettiamo passione, amore per il territorio e la faccia per un confronto quotidiano a viso aperto. Ora tocca a voi. Noi ci siamo e ci saremo. Come sempre, tutti insieme nel Partito Democratico.

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