Se si toglie lo striscione “verità per Giulio Regeni” non è solo una brutta storia

Caso Regeni
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Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha tolto dalla facciata del palazzo comunale lo striscione che chiedeva “verità per Giulio Regeni”

A cosa pensava il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, quando ha tolto dalla facciata del palazzo comunale lo striscione che chiedeva “verità per Giulio Regeni”?

Ha dichiarato che voleva curarsi il mal di denti, ha detto che era infastidito dalla piega politica che stava prendendo la vicenda del manifesto. Noi siamo convinti che la ricerca della verità non ha una scadenza ed è più forte ed efficace se le istituzioni vanno nella stessa direzione.

Il caso Regeni – come ha giustamente denunciato il quotidiano Il Piccolo, uscito provocatoriamente con una doppia prima pagina per esprimere il proprio dissenso – è una ferita ancora aperta per Trieste. E rinunciare a capire come sia potuto morire dopo indicibili sofferenze un giovane studioso, sarebbe una resa e per la mia città rappresenterebbe un’ulteriore ferita, dopo le tante drammatiche consumate nel Novecento.

Sono le ferite dei nazionalismi e dei totalitarismi. Di chi ha subito l’occupazione straniera, ospitato l’unico campo di sterminio in Italia e vissuto la drammatica vicenda delle foibe. Per tutte queste storie, la parola Verità assume in questa parte dell’Italia un significato profondo. E la storia di Giulio Regeni non può essere derubricata a una “brutta storia”.

Il governo italiano sta facendo la propria parte attraverso atti politici e diplomatici. Ciò non toglie che servono anche gesti e comportamenti “simbolici”che uniscono e fortificano una comunità. Lo striscione che chiede verità per Giulio rappresenta proprio questo.

Ieri la presidente Serracchiani ha appeso lo stesso striscione sul palazzo della Regione, nella stessa piazza dove si affaccia anche quello del Comune. È una buona idea quella di Gianni Cuperlo di manifestare solidarietà con un segno giallo su balconi e finestre proprio oggi in occasione della Barcolana (la storica regata velica internazionale che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste).

Abbiamo l’obbligo di continuare questa battaglia e di farlo a fianco dei genitori di Giulio, ai quali va tutta la nostra solidarietà e il nostro apprezzamento per la civile determinazione con la quale conducono la loro lotta. Abbiamo l’obbligo di tenere alta l’attenzione, compiendo fino in fondo la nostra parte nelle istituzioni locali e nazionali.

 

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