Trent’anni di Slow Food, tra ideologia e politiche agricole

ControVerso
slow-food

Poco convincente appare l’ideologia che è nata intorno a Slow Food e soprattutto le ricette di politica agricola che propone

“Slow Food” celebra i suoi trenta anni di vita. All’inizio si chiamava Arci – Gola e faceva parte di quell’arcipelago di iniziative che, grazie al suo vulcanico Presidente, Enrico Mendunj, nacquero in quegli anni proprio dentro l’Arci. Fra le altre Legambiente e Arci – Gay, la prima organizzazione omosessuale di sinistra, in cui militava anche Vendola. Carlo Petrini, fondatore di Slow Food ha meriti indiscutibili. Ha raccontato agli italiani, convincendoli, quale risorsa fosse la ricchezza di risorse alimentari presenti nel Bel Paese. La molteplicità di offerta che oggi contraddistingue l’Italia, la rivalutazione di alimenti e ricette della nostra tradizione, lo sviluppo di un comparto economico fondamentale sono anche merito suo. Meno convincente appare invece l’ideologia che è nata intorno a Slow Food e soprattutto le ricette di politica agricola che propone. Se il numero di affamati sul Pianeta è crollato sotto il miliardo e vi è la concreta speranza che possano ridursi a zero è grazie alle rivoluzioni tecnologiche ed economiche che hanno attraversato il mondo agricola. Le rese per ettaro si sono moltiplicate varie volte grazie alla meccanizzazione, ai fertilizzanti, alla trasformazione di modeste imprese monofamliari in moderne imprese con consistenti investimenti di capitali. La rivoluzione “verde” si è basata soprattutto sulla disponibilità di energia e la prossima, già in corso, si basa sulla ricchezza delle informazioni e delle tecnologie genetiche. In questo modo milioni di persone hanno cominciato a sfamarsi ed è migliorato il reddito agricolo delle campagne. Cosa c’entri tutto questo e come si possa battere la fame con il ritorno all’aratro trainato da buoi proposto da Vandana Shiva, partner di Petrini in “Terra Madre”, se non come placebo per la coscienza di tanti buongustai che Carlin ha meritatamente allevato, non è dato di capire.

Vedi anche

Altri articoli