Tre cose da non dimenticare sulle elezioni in Francia

Francia
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Tre brevi note a caldo sul secondo turno: non scordare i voti del primo turno, valorizzare un ottimo sistema, Hollande non è escluso dal ballottaggio

Il primo punto da non dimenticare è che dobbiamo guardare all’insieme dei due turni. Come la sera del primo la Francia non era diventata di estrema destra anche perché la partecipazione era stata bassa e c’erano importanti margini di recupero contro un partito che, nonostante l’estensione dei suoi consensi, resta anti-sistema, così stasera il pericolo non è scomparso di scena semplicemente perché non ha vinto nessuna regione. Si deve essere soddisfatti dei seggi, ma il numero di voti a un partito estremo deve sempre preoccupare.

Il secondo punto da sottolineare è l’efficacia del sistema. Il doppio turno è fatto per scegliere il candidato più vicino al primo e per eliminare il più lontano, al limite abbandonando l’astensione del primo se un estremista arriva al ballottaggio. In queste dimensioni, più dell’8% di crescita tra un turno e l’altro, era già successo non casualmente nella presidenziale del 2002, quando Le Pen padre era andato al ballottaggio. Buon segno per l’Italicum che, come il sistema adottato per le regionali francesi, si basa su uno spareggio di liste col candidato Presidente indicato agli elettori e poi ratificato in Consiglio. Da segnalare che con un sistema più proporzionale (qui c’è un premio fisso del 25% che dà quasi la sicurezza di una maggioranza assoluta alla prima lista) centrodestra e centrosinistra sarebbero costretti a grandi coalizioni, cosa che rafforzerebbe l’immagine gradita agli estremisti di un sistema che fa blocco, senza reali distinzioni interne, favorendo ulteriormente la loro crescita.

Terzo aspetto, poco sottolineato al primo turno, è che la sinistra non è andata affatto male in elezioni di medio termine, una volta che abbia ricomposto le divisioni tra le sue liste, o con la fusone tra di esse o col voto utile degli esclusi a favore dei socialisti: ricordiamoci che cinque anni fa, sotto la Presidenza Sarkozy, il centrodestra aveva perso dappertutto, eccetto Alsazia e Corsica. In vista delle Presidenziali, che sono poi le elezioni chiave del sistema, tutto è ancora possibile. Non è affatto scontato che Hollande non sia presente al ballottaggio.

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