Travaglio e quel “testimone” preso da Berlusconi

Il Fattone
Antonio_Ingroia_1

Il Fatto Quotidiano, ex organo della Procure arrembanti, ora si scaglia contro la magistratura

Da quando Silvio Berlusconi s’è dato una calmata, limitando gli attacchi alla magistratura al minimo sindacale, Marco Travaglio ne ha raccolto il testimone. Ormai nella sacrosanta battaglia contro le toghe rosse, anzi rosa, anzi renziane, c’è in prima fila il Fatto: a riprova del ben noto fenomeno dell’epurazione dei puri ad opera dei più puri.

Ieri il direttore dell’ormai ex organo della Procure arrembanti si era scagliato nel suo editoriale contro “la magistratura che ha deciso di collaborare festosamente con i politici a nascondere le loro vergogne”. Sul banco degli imputati il procuratore di Torino, Armando Spataro, reo di aver diramato una circolare in cui invita i suoi sostituti a chiedere al giudice la distruzione delle intercettazioni irrilevanti e che violano la privacy dell’imputato, previa visione da parte dei difensori. Difficile immaginare qualcosa di più ovvio in uno stato di diritto: ma nello stato di polizia vagheggiato da Travaglio si tratta di una resa incondizionata alla criminalità.

Oggi tocca al prode Antonio Ingroia, reduce dai grandi successi riscossi in magistratura (il 30 luglio 2013 il Csm all’unanimità lo ha dichiarato decaduto “per essere rimasto assente dall’ufficio ingiustificatamente per un periodo superiore ai 15 giorni”), in politica (2,2% alle ultime elezioni) e in Sicilia (è sotto inchiesta per 75 assunzioni irregolari a “Sicilia e-Servizi”, di cui è amministratore su nomina di Crocetta). Chi pensava che la Santanché fosse una belva pronta a sbranare chiunque difendesse i giudici, deve oggi ricredersi: la Pitonessa è un agnellino al confronto del prode Ingroia.

Sentite che cosa scrive il Santanché di Travaglio: “Possibile che dove non è riuscita la politica riesca la magistratura con atti di autocensura?”. E poi:“La magistratura, dopo anni di resistenza costituzionale, è diventata più conformista e omologata”. E ancora: “Sembrerebbe che il Partito della Nazione abbia occupato i vertici delle Procure di mezz’Italia. Come se la magistratura più irriducibile si fosse consegnata al ‘nemico’”. Che sarebbe poi la Repubblica italiana, il suo governo e il Parlamento democraticamente eletto che lo sostiene. Aridatece Berlusconi.

 

Vedi anche

Altri articoli