Travaglio come Gasparri, contro Vendola e la stepchild adoption

Il Fattone
Nichi Vendola con il compagno Eddy Testa in una immagine del 07 gennaio 2013.       
ANSA/ETTORE FERRARI

Ora si capisce perché il direttore del Fatto abbia sostenuto la scelta del M5S di aver costretto il governo allo stralcio e alla fiducia

Tempo di saldi al Fatto: in un solo editoriale, venduto insieme al giornale al modico prezzo di € 1,50, Marco Travaglio si scaglia contro la riforma della carcerazione preventiva, che per colpa di Renzi “lascia a piede libero migliaia di delinquenti” (presunti innocenti, secondo la nostra Costituzione tanto cara al Fatto: ma è un dettaglio), contro il “catorcio di Airbus” su cui Renzi volerà nei suoi viaggi ufficiali, contro il bail-in votato dal Pd di Renzi, contro Juncker e Renzi che l’ha appoggiato, contro la Boschi che ha ricordato (su suggerimento di Renzi, s’immagina) che Gotor era tra i fondatori di Italia Futura, contro il ddl Cirinnà fatto approvare da Renzi, contro le richieste di Renzi all’Egitto per fare piena luce sull’omicidio di Regeni…

Ma non è di Renzi che vogliamo parlare oggi: diversamente da Travaglio, ci sono giornate in cui riusciamo ad arrivare fino a sera senza occuparcene.

L’ultimo paragrafo dell’editoriale è dedicato a Nichi Vendola: “E’ rinviato a giudizio – scrive il direttore del Fatto – per concussione nel maxi-processo ai favoreggiatori dell’Ilva, l’azienda più assassina d’Italia, ma nessuno dice nulla perché sono tutti impegnati a stracciarsi le vesti per la sua scelta di fare un figlio (che poi non è suo, ma del compagno): quello sì è uno scandalo, non i favori all’Ilva”.

In realtà l’allora governatore della Puglia non fece nessun favore all’Ilva: semmai, cercò di evitare che i disastri compiuti dal management si ripercuotessero sui lavoratori. Ma di questo si occuperà il processo.

E’ quella parentesi sul figlio “che poi non è suo, ma del compagno” a incuriosire: perché sono più o meno le stesse parole di Gasparri, Salvini e Adinolfi. E così finalmente si capisce perché il Fatto abbia applaudito alla scelta grillina di affossare la stepchild adoption, costringendo il governo allo stralcio e alla fiducia: anche per Travaglio la “famiglia naturale” è intoccabile, “stracciarsi le vesti” in difesa di un neonato incolpevole è disdicevole e Vendola non potrà mai essere un padre. Anzi, mettiamolo in galera.

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