Terrore e acting out

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Il meccanismo perverso che ha come esito la strage familiare potrebbe così non essere troppo dissimile da quello che conduce a un evento come l’eccidio di Nizza

Da decenni, ormai, vi è un consenso diffuso fra gli osservatori sul fatto che il riemergere del fanatismo religioso dipenda a suo modo dal tramonto delle ideologie “secolari”. In una battuta: il “Manifesto del Partito Comunista” di Marx ed Engels o il “Libretto rosso” di Mao avrebbero ceduto il passo ai libri sacri delle varie tradizioni e alla loro interpretazione letterale.

Negli ultimi mesi, però, il terrore globale esprime un altro fenomeno: il trionfo dell’azione sulla dottrina, il passaggio all’atto al di là delle stesse spinte islamiste. I “lupi solitari” di ciò sarebbero una spia e il ruolo degli “ideologi” delle organizzazioni integraliste sarebbe ormai secondario, se non marginale. La stessa ideologia del terrore su base religiosa sarebbe in crisi.

Come insegna la psico(pato)logia, infatti, la tensione e il conflitto possono emergere in forma di vissuti e di idee, magari distorte e malate, oppure in forma di “agiti”, di aggressività verso gli altri e/o verso se stessi. Il meccanismo perverso che ha come esito la strage familiare potrebbe così non essere troppo dissimile da quello che conduce a un evento come l’eccidio di Nizza.

Non è un caso, forse, che l’autore del gesto tragico del 14 luglio fosse stato in precedenza segnalato per maltrattamenti alla moglie. L’acting out, dunque, come cifra del comportamento dei nostri giorni, sulla quale fa ormai leva l’internazionale del terrore. Il pensiero, insomma, sembra trovare sempre meno spazio nel mondo contemporaneo e i signori dell’odio e della morte, ancor più di altri, sfruttano a proprio vantaggio “l’atto”, divenuto quasi l’unica dimensione dell’esistenza.

Per contrastare tale tendenza e ridestare la speranza l’unico antidoto parrebbe essere allora il pensiero. Un pensiero intimamente legato alla sensibilità e ai sentimenti che caratterizzano l’umanità di ciascuno di noi.

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