Sui musei polemica assurda: conta il merito, non il passaporto

Cultura
Volantinaggio e presidio, davanti alla Galleria degli Uffizi, dei 309 lavoratori a rischio nei Musei Fiorentini, 27 dicembre 2014 a Firenze.
ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

L’italiana Paola Antonelli dirige il Moma di New York e negli Usa nessuno ha protestato…

Qualche mese fa una studiosa italiana, Paola Antonelli, è stata nominata direttrice della Ricerca e Sviluppo al Moma di New York. Ovviamente negli Stati Uniti nessuno ha protestato perché non si trattava di una americana. In nessun paese del mondo si fa polemica perché la direzione di un museo o di qualunque istituzione culturale o scientifica viene affidata a uno “straniero”. Nell’era della globalizzazione fa ridere. O piangere.

In Italia invece qualche intellettuale sempre in cerca di ribalte mediatiche ha trovato il tempo e la forza per scandalizzarsi della nomina di diversi direttori non italiani di importanti musei nazionali.

Come se non essere italiano fosse sinonimo di incompetenza. Come se un australiano, in quanto australiano, non potesse capire come valorizzare Brera, o un tedesco, in quanto tedesco, gli Uffizi. Ma ancora siamo a questi livelli di provincialismo?

Polemiche inutili. Conta il merito, e basta, non il passaporto. E auguri ai nuovi direttori dei musei, italiani o stranieri che siano.

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