Subito la fiducia sulle unioni civili, il resto è propaganda

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Alcune migliaia di persone hanno manifestato, anche a Bologna, in piazza del Nettuno, per chiedere al Senato di approvare il ddl Cirinnà sulle unioni civili, 23 gennaio 2016. I manifestanti che hanno risposto all'appello dello storico circolo Arcigay il Cassero di Bologna e delle altre associazioni promotrici, alle 16 in punto hanno fatto suonare le loro sveglie, con l'intento di 'svegliare' il parlamento sul tema.
ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Ancora una volta,sulla nostra pelle si vuol far consumare la battaglia di qualche capopopolo che antepone la sua visibilità ai diritti di chi dice di voler difendere

Durante il #matteorisponde della scorsa settimana, rispondendo proprio ad una mia domanda su Twitter, Matteo Renzi ha ventilato la possibilità di porre la questione di fiducia sulle unioni civili anche alla Camera. Una scelta che non esito a definire sacrosanta.

Personalmente non ho cambiato la mia posizione più che critica sulla vicenda delle unioni civili in Senato. Anzi. È solo che c’è un tempo per tutto. C’è un tempo per le battaglie e c’è un tempo per la moderazione.

Io e tanti altri la battaglia l’abbiamo condotta, a testa alta e a viso aperto, senza fare sconti a nessuno, quando andava fatta e aveva un senso farla. Io l’ho fatta quando portare in salvo tutta la legge in Senato voleva dire portare tutta la legge a casa. E quella battaglia l’ho, l’abbiamo, persa. Una legge che già avevamo detto che era il minimo indispensabile è stata ulteriormente menomata. E menomata nel modo più doloroso con la discriminazione dei più deboli: i figli delle famiglie arcobaleno.

In Senato siamo riusciti ad ottenere “solo” le unioni civili, nelle aule di tribunale stiamo ottenendo la stepchild.

Ma intanto avremo le unioni civili, che con tutti i limiti e i difetti di questa legge, segneranno un primo importante punto di partenza dell’ancora lungo cammino verso la piena uguaglianza. E faranno cultura. Perché le leggi fanno cultura, e serviranno a coltivare la cultura del rispetto verso minoranze e differenze.

Alla Camera va chiesto, dunque, di approvare subito e senza tentennamenti il testo così come uscito dal Senato consapevoli che qualunque modifica anche migliorativa del testo, altro non vorrebbe dire che ammazzare la legge rispedendola in quella terra di nessuno che è la commissione Giustizia del Senato.

Chi oggi sbraita contro la fiducia sul ddl Cirinnà anche alla Camera sta facendo solo e per l’ennesima volta una battaglia ideologica e simbolica incurante del danno che in realtà potrebbe produrre (avere nessuna legge). Ancora una volta, per l’ennesima volta, sulla nostra pelle si vuol far consumare la battaglia di qualche capopopolo che, con bieco cinismo e disprezzo per i diritti di chi dice di voler difendere, antepone la sua visibilità a tutto e tutti.

Le battaglie si fanno anche quando sono missioni suicide. Se la causa è giusta. Ora la causa giusta è portare a casa le unioni civili.
Il resto è campagna elettorale. Legittima. Ma campagna elettorale.

Portiamo a casa le unioni civili. Dal giorno dopo al lavoro per il matrimonio.

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