“Striscia la notizia” e quel filo spinato

MediaTelling
tapiro_oro_striscia

Propongo che Staffelli porti un bel Tapiro proprio a Ricci

Mentre tutto il mondo gira intorno alla televisione, rumoreggiando sull’ultima (?) trovata di Vespa con giuste condanne e prese di posizione, comprese quelle dei vertici Rai (ma sono nominati per rilasciare inappuntabili dichiarazioni o per riformare il servizio pubblico?) nessuno, nei media e dintorni, stigmatizza un servizio di “Striscia la Notizia” che utilizza, per gioco naturalmente, le tristi condizioni in cui vivono gli immigrati nel Centro di accoglienza di Bari.

Quel servizio l’ho rivisto su Facebook, dove era stato postato e bacchettato da amici. Il meccanismo è quello usato nella stranota trasmissione che ha avuto il grande merito di dissacrare il conformismo del giornalismo delle “veline” (quelle vere), dei facili scoop e dei premi fasulli, mettendo alla berlina l’ovvietà eretta a sistema e sollevando temi che spesso rimangono indigesti proprio perché fuori dagli abituali menù. Insomma: una trasmissione da seguire con attenzione. Questa volta, però, quello che ho visto non l’ho digerito. Davanti al Centro di Bari si svolge una gara del “World Climbover Championship Bari 2016”.

Tradotto dal voluto e altisonante english, si tratta di una sorta di Campionato Mondiale del Salto dell’Inferriata. I protagonisti della sventurata perfomance sportiva sono gli immigrati ospiti del Centro che, inutile dirlo, è circondato da fili spinati che richiamano alla memoria ben altri campi. La gara promossa da “Striscia” consiste, appunto, nel tentativo di uscire da quell’inferno e nell’ardimentosa scalata si misurano ora un marocchino e poi un malese. Nello schema tipico dei talent, la giuria (un italiano, un tedesco e un francese, come nelle barzellette) giudica le prestazioni degli immigrati. La provocazione è evidente, come lo schema narrativo che è scelto per la feroce ironia. Il risultato però non è quello sperato. Di fronte alle immagini vere e forti che provengono, giorno dopo giorno, dai veri fronti della sofferenza quello di Striscia appare come un simulacro vuoto e disperante. Non coglie nel segno. Lo sappiamo: l’ironia può anche, mentre si sorride, far venire il mal di pancia. Il mal di pancia mi è venuto ma non ho sorriso. Per questo propongo che Staffelli porti un bel Tapiro proprio a Ricci.

Vedi anche

Altri articoli