Stavolta l’Olimpico s’è fermato a un tornello

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In occasione della partita contro il Real Madrid, la gestione imbarazzante degli accessi, ha provocato malumori e code chilometriche

Non c’è pace per i tifosi romanisti. Nonostante la buona prova in Champions League contro il Real Madrid, che ha portato via un 2-0 quanto meno immeritato (anche con l’aiuto decisivo dell’arbitro), i supporter giallorossi hanno dovuto affrontare uno scenario nuovo: quello delle code chilometriche per entrare allo stadio.

E’ questo il risultato delle nuove misure di sicurezza volute dal prefetto? L’ingresso allo stadio attraverso la tribuna Tevere (più o meno 20mila persone) era garantito tramite un solo accesso. Una follia, che ha provocato una colonna interminabile di persone che, accalcate per ore, attendevano di entrare allo stadio per assistere alla partita. E questa volta non si può proprio dare la colpa agli Ultras, dato che lo sciopero della tifoseria organizzata romanista è proseguito anche in occasione della sfida di mercoledì.

“Con un biglietto di Tribuna Tevere pagato 80 euro pretendo di trovarmi seduto prima dell’inizio del match – spiga uno spettatore entrato in ritardo -. Il problema sono stati i controlli degli stewards lenti e impacciati. Non si sono resi conto che ieri non c’erano i pochi spettatori che si sono registrati in questa stagione”.

Una gestione imbarazzante per una squadra con il seguito della Roma, per un impianto come lo stadio Olimpico e per una partita di cartello come l’ottavo di finale contro il Real Madrid. Ne ha dovuto prendere atto il questore Niccolò D’Angelo, che aveva preparato la vigilia della gara di Champions come la prima occasione per attuare il nuovo piano operativo studiato in Prefettura, insieme ai due club romani e al Coni. “Serviranno correttivi strutturali e organizzativi per eliminare questi disagi– fa sapere la Questura- si sono registrate attese eccessive nella fase del pre-filtraggio”.

Anche la Roma, per bocca del suo delegato alla sicurezza, Carlo Feliziani, ha preso posizione. «Il sistema andrà rivisto perché in campionato, con 25 mila spettatori, funziona, con 60mila no, come si è visto anche in occasione della gara di rugby, Italia- Inghilterra. Nell’area di pre-filtraggio le forze dell’ordine devono fare controlli molto rigidi per le norme antiterrorismo, poi di nuovo il controllo degli steward ai tornelli: l’ultimo accesso in distinto nord-est è avvenuto alle 21». La partita era cominciata alle 20,45.

 

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