Stavolta Il Fatto come ci crede, a Silvione

Il Fattone
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Spara la bufala del Cavaliere su Renzi, questa volta fa comodo

Due titoli uguali deliziano oggi la prima pagina del Fatto, preso da un’evidente, incontenibile gioia ogni volta che c’è da mettere in mezzo Matteo Renzi. Il che accade praticamente ogni giorno, secondo una logica per dir così aristotelica: siccome Renzi è per Marco Travaglio l’essenza originaria delle cose, il motore immobile che muove l’intero universo, l’Essere che permane intatto sotto il mutevole scorrere delle vicende umane, non c’è avvenimento sull’orbe terracqueo che non veda lo zampino – naturalmente pestilenziale – dell’onnipotente presidente del Consiglio.

Oggi però, come dicevamo, la partita è doppia, e doppio dev’essere anche il godimento del Fatto. “Renzi incastrato da De Luca: se lo caccia, il governo rischia”, proclama il primo titolo. E il secondo, subito sotto: “Renzi incastrato da Berlusconi: ‘Nel Nazareno, via la Severino’”.

Nessuna delle due notizie è vera, naturalmente, e anzi neppure si tratta di vere e proprie notizie, bensì, nel primo caso, di un’illazione priva di ogni fondamento e, nel secondo, di una sciocchezza poi smentita dallo stesso staff del Cavaliere: ma quel verbo, “incastrare”, evoca Al Capone e i telefilm polizieschi e dunque è parso a Travaglio il più adatto per soddisfare le proprie pulsioni più elementari senza rischiare una querela.

Se il Fatto scrivesse che Renzi è un delinquente finirebbe in tribunale: se invece usa per lui un termine abitualmente associatoai delinquenti l’effetto è lo stesso ma si risparmiano le spese legali.

I due titoli hanno anche il pregio di rivelare la ferrea coerenza con cui il giornale di Travaglio legge gli avvenimenti: “cacciare” Marino è stata un’azione banditesca perpetrata da un aspirante dittatore, ma ora bisogna “cacciare” De Luca; e Berlusconi, che fino a ieri non veniva creduto neppure quando declinava le proprie generalità, oggi è diventato la bocca della verità.

 

 

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