Sorgente e Rizziconi. Come perdere anni luce

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Parliamo delle due ocalità capolinea della nuova linea elettrica che collega la Sicilia alla Calabria

Per molti di coloro che si occupano di produrre e distribuire elettricità in Italia le parole Sorgente e Rizziconi era divenute come l’Araba Fenice. Sto parlando delle due località capolinea della nuova linea elettrica che collega la Sicilia alla Calabria. Finalmente entrata in funzione, ci permette un risparmio di 600 milioni annui sulla bolletta, grazie al fatto che si risolve una strozzatura che imponeva prezzi artificialmente alti. Bene quindi.

Ma ci sono voluti 13 anni dall’annuncio del progetto per arrivare in porto. 13 anni che ci sono costati alcuni miliardi e che sono la manifestazione più chiara di che cosa non funziona in Italia. Non ci mancano le imprese, nel caso specifico TERNA, non ci mancano gli ingegneri, anzi ne abbiamo tra i migliori al mondo, né ci mancano le tecnologie , i lavoratori dell’elettricità o quelli edili.

Il tempo non se ne è andato per chissà quale difficoltà nella realizzazione dell’opera. Ordinaria amministrazione al giorno d’ oggi. No, se ne è andato in procedure amministrative cervellotiche, ricorsi da parte di gruppetti minoritari ad ogni tribunale possibile, che spesso hanno dato loro retta.

Alcuni pali sono stati letteralmente «arrestati», allungando i tempi e costringendo a modifiche del tutto superflue, ma costose e mangiatempo. Sono stati rilasciati pareri da circa 80 enti diversi e solo l’iter autorizzato è durato 5 anni. Più tutto il resto. Oggi il cavo nel tratto di mare passa sott’acqua.

Ma negli anni 50 si trattava di un cavo aereo poggiato su due tralicci. Quello di parte messinese era alto 232 metri. Anzi è ancora alto 232 metri, perché nel frattempo è diventato un’attrazione turistica e una caratteristica del luogo. Sulla spiaggia sottostante si danno appuntamento i messinesi. Se qualche ambientalista proponesse di abbatterlo verrebbe inseguito con i forconi. Pensa te.

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