Sono giorni di festa, al Fatto ci si autocelebra così

Il Fattone
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Un paginone per assegnare le medaglie al valore dei migliori cronisti del quotidiano di Travaglio

Lo diciamo subito, perché a Natale è più buono persino il Fattone: il paginone illustrato che oggi è il pezzo forte del Fatto ci sta tutto.  E’ una autocelebrazione di se stessi, una secchiata di narcisismo giornalistico che, lo ripetiamo, è assolutamente meritata, anche (e soprattutto) perché riguarda quei validi cronisti che contibuiscono più di certe articolesse del gran capo Travaglio e dello Scalfari dei poveri Padellaro al successo del giornale.

Un paginone – “Un anno con il Fatto” – che non racconta, appunto, l’anno trascorso, ma le imprese dei suoi indomiti reporter. Lo ha realizzato Salvatore Cannavò, un bravo giornalista, ex deputato di Rifondazione comunista, ex trotskista (come farà a stare con quel reazionario di Travaglio…), che dedica vari capitoletti ai suoi colleghi che si sono distinti sul campo di battaglia della Cronaca.

Le medagliette vengono appuntate sul petto, per esempio, di Gianni Barbacetto, “che ha tenuto il conto degli ingressi” dell’Expò – pensa che vitaccia – e poi tutta una piccola schiera di cronisti che hanno scoperchiato pentole più o meno maleodoranti: c’è il più noto di loro, Marco Lillo, che ha ficcato il naso in tante vicende oscure, c’è Paola Zanca che scoprì gli scontrini di Ignazio Marino, antipasto – scrive indignato Cannavò – di “una vicenda triste, in cui hanno pesato più fattori, tra cui il ruolo non indifferente del Pontefice, fino alla ‘cacciata’ del sindaco” – qui non è il solito complotto giudaico-massonico, ma clerical-renziano.

E infine, poteva mancare Davide Vecchi, il Bob Woodward di piazza della Signoria, il reporter a caccia dei leggendari scontrini di Renzi, l’intervistatore del ristoratore di Renzi, il segugio sguinzagliato nei vicoli fiorentini per trovare le prove dello scandalo di Renzi? I risultati non hanno smosso il mondo ma si è impegnato. Ed è con lui che l’autocelebrazione si conclude. Andate in pace ragazzi, e buone feste.

 

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