Sondaggi su Roma, Raggi-Giachetti partita apertissima

Tom tom
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Disastro a destra, le incognite legate alla partecipazione

Iniziano a girare sondaggi più o meno riservati sulle amministrative. Troppo presto (mancano due mesi e mezzo al voto!) ma è anche vero che ormai i candidati sono tutti in campo e che dunque l’attenzione di una parte almeno di elettorato si sta puntando verso le elezioni di Roma, Milano, Napoli, Torino, per citare le città più importanti.

Sulla Capitale, una rassegna l’ha fornita Izi Spa per Repubblica (1186 intervistati). Questi i risultati previsti per il primo turno: Raggi 22, Giachetti 21,3, Meloni 19,8, Bertolaso 16,3, Marchini 6,3. Seguono poi Ignazio Marino, Storace e Fassina.

Poi il sondaggio di Index per Piazzapulita: in vantaggio ancora  la grillina Virginia Raggi: al 33 per cento al primo turno contro il 30 del dem Roberto Giachetti e appena il 15% di Bertolaso. Poi in coda: 10% per Marchini, 7% per Storace, 5% per Fassina. Al ballottaggio vincitrice sarebbe la Raggi con il 55 per cento contro il 45 di Giachetti.

Più o meno, come si vede, queste indicazioni sono convergenti nel dare Raggi e Giachetti davanti a tutti e separati da pochi punti.

Alcune nostre considerazioni.

La grillina Raggi è partita bene anche grazie ad una buona performance televisiva e soprattutto perché è fuori dai meccanismi che a Roma hanno devastato l’immagine della politica. Esiste anche un sentiment per il quale molti elettori delusi dalla sinistra come dalla destra (la famosa “continuità” fra le  giunte Alemanno e Marino di cui ha parlato Cantone) sostengono che i 5 stelle vanno messi alla prova del governo. Per la candidata, secondo noi, i problemi verranno più avanti: quando bisognerà entrare nel merito e mettere in campo ma squadra di governo seria, il che non pare alle viste. Infine, la giovane Virginia si troverà sempre fra i piedi la critica relativa al praticantato da avvocatessa presso lo studio Previti senza contare la pessima propaganda che le stanno facendo Salvini e Meloni che hanno detto che al ballottaggio voterebbero lei.

Roberto Giachetti ha stravinto le primarie – seppure “sporcate” da una affluenza molto più bassa di altre volte – e si dispone ad avere dietro di sé non solo tutto il Pd ma anche forze e personalità esterne. Il suo compito è in salita, visti i disastri combinati a Roma dalla sinistra negli ultimi anni, ma certe volte può essere un vantaggio psicologico quello di partire battuto. Deve però recuperare sul fronte programmatico e sviluppare un rapporto più intenso con le intelligenze della Capitale.

La destra si è spappolata fra 4 candidati. Un record. La più forte è Giorgia Meloni, che però ha cambiato posizione cinque o sei volte (sì a Bertolaso, non mi candido, Rita Dalla Chiesa, no a Bertolaso, mi candido). Le verranno attacchi dal Berlusconi “tradito” che ormai ha rotto con lei e Salvini, le verrà ricordata la vicinanza di un tempo con Alemanno, le verrà rinfacciato di utilizzare Roma per una scesa nazionale.

Bertolaso (il candidato di Berlusconi) e Marchini (appoggiato dall’Ncd)  potrebbero trovare una convergenza, magari con il ritiro di uno dei due. Per ora è solo una suggestione.

La sinistra radicale come a solito litiga con se stessa. Mentre ancora aleggia il fantasma di Marino, che ha già rotto con Fassina. Al primo turno quest’ultimo rischia di arrivare settimo o ottavo. Sarebbe un naufragio.

In conclusione, al primo turno prevarranno Raggi e Giachetti, poi i “magnifici quattro” della destra, con Meloni meglio piazzata, e quindi Fassina. Le incognite sul vincitore sono soprattutto due: al ballottaggio gli elettori di destra voteranno realmente la candidata grillina? E Giachetti sarà in grado di portare al voto tutti gli elettori di sinistra delusi? La partita, in ogni caso, è apertissima e tutta da seguire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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