Sondaggi, sta vincendo la rabbia

Tom tom
tom tom

Il Pd cala ma resta comunque il primo partito, mentre prosegue la crescita non travolgente del M5S

Quando, ormai due anni fa, Matteo Renzi fotografò la situazione italiana come un derby “fra la la rabbia e la speranza“, identificando la prima col populismo e l’antipolitica e la seconda con il suo governo e il partito-cardine di questo governo, il Pd, certo non immaginava che due anni dopo i sondaggi emettessero un verdetto piuttosto chiaro: la “rabbia” monta e la “speranza” cede il passo.

In questa nostra rubrica diamo conto da circa un mese del calo del Pd, comunque saldamente primo partito, e la corrispondente crescita, seppure non travolgente, del M5S. Con la propensione al non voto che resta più o meno intatta, il quadro per Renzi non è esaltante.

Ci sono tante ragioni per spiegare questo stato di cose, ne abbiamo parzialmente scritto. Sembra, a guardare le tabelle Swg e Ixè qui sotto, che non ci sia stato un particolare effetto del fallimento del referendum triv – che in fondo era l’obiettivo del premier-segretario.

Ma il punto vero, a noi pare essere quello della ripresa economica: troppo flebile, incerta. Assieme al clima nevrotico della politica, questa è la causa del raffreddamento di Renzi con l’opinione pubblica.

Ecco la tabella Swg.

 

Cattura swg 22

 

Ed ecco la tabella Ixè (per Agorà), che segnala le stesse tendenze di voto.

Cattura 22 a

In questa situazione di quasi-parità fra il “partito della rabbia” e il “partito della speranza” è certa solo una cosa: che nel Paese cresce un nervosismo davvero marcatissimo, a tutti i livelli – dal bar sotto casa ai vertici politici e di importanti gangli istituzionali (si guardi la violenta polemica di una parte della magistratura contro la politica) – così come denunciato dall’ex capo dello Stato Napolitano.

Mentre si infittiscono gli interrogativi sulle amministrative di Roma e Milano, le due città più importanti che andranno al voto a giugno, dove per il momento è impossibile fare pronostici. Le uniche cose evidenti sono lo sfascio della destra a Roma, una destra che invece è competitiva a Milano. Con il Pd che nella Capitale deve fronteggiare la favorita Raggi e a Milano mantenere il ruolo di avversario da battere (Sala) che finora è saldo. Ma tutto è ancora aperto, e manca un mese e mezzo al primo turno.

Vedi anche

Altri articoli