Sondaggi, un clima così aiuta sempre la stabilità di governo

Tom tom
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Presto per vedere gli effetti del dopo-Parigi, qualche affanno per M5S

La premessa, innanzi tutto. È quella che ha scritto sull’Unità un osservatore delle tendenze politiche, Claudio Velardi, ricordando che “la prima regola” in questi casi di elevatissima emozione per avvenimenti che cambiano il corso della Storia come quelli di Parigi è attendere che “la polvere si depositi”: e invece sondaggi di vario tipo già circolano, più o meno sensati.

Siamo entrati in una fase nuova, senza dubbio. La domanda è in che modo lo stato di guerra/non guerra che improvvisamente si è impadronito dell’Europa avrà conseguenze sul quadro politico dei vari paese, sugli orientamenti elettorali dei cittadini dei vari paesi. In particolare dell’Italia.

 

=== MANTENERE LA DISTANZA DI SICUREZZA ===

Gli analisti concordano sul fatto che nei casi di emergenza e di smarrimento dinanzi a situazioni inedite come quella che stiamo vivendo dopo l’attacco di Isis a Parigi e in Mali, l’istinto dell’elettorato è aggrapparsi alle (relative) certezze che si hanno. Detta più chiaramente, il quadro attuale spinge per una stabilizzazione del quadro politico: è sempre così, almeno nel breve periodo.

Ha osservato Lucia Annunziata qualche giorno fa in una riunione organizzata dal Pd che questi stati di guerra, o di simil-guerra, spingono l’opinione pubblica ad apprezzare i governi a forte leadership. Peraltro, la linea “prudente” scelta da Renzi mira proprio a rassicurare gli italiani, preoccupati e impauriti, e dunque ad attrarre il consenso dei cittadini. Il relativo clima di unità nazionale, poi, in questa fase blocca ogni velleità di alternativa al governo.

 

=== LUNGO TUNNEL ===

Questo, adesso. Teniamo presente che è ome se l’Italia avesse imboccato un lungo tunnel, di qui alle amministrative di fine primavera. Cosa succederà fra 6 mesi è impossibile dirlo, ma tutto lascia pensare che per quella scadenza si sarà realizzata una forte radicalizzazione dello scontro politico, anche e soprattutto attorno alle questioni della lotta al terrorismo, del rapporto con l’Islam, della politica sull’immigrazione. È sarà ancora ma volta destra contro sinistra. Lega contro Pd, sostanzialmente, con la variante Cinquestelle. I grillini in questa fase sono ancora vicini al Pd ma con qualche lieve fatica in più (forse a causa della vaghezza delle sue posizioni sul terrorismo, azzardiamo).

Insomma, mentre il Pd di Renzi è il partito della rassicurazione, della prudenza e in un certo senso della razionalità, e la Lega-Fratelli d’Italia (e a rimorchio la vecchia Forza Italia) sono i partiti “duri”, quelli della battaglia contro l’immigazione e “l’Islam”, mentre il M5S appare meno decifrabile, un po’pacifista e un po’ “securitario”.

 

Ecco infine la tabella realizzata da Swg.

 

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