Sondaggi, quella sinistra-sinistra che non si schioda

Tom tom
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Si è valutata fra il 3 e il 4,5 ma già si divide

Fra il 3 e il 4,5%:  più di questo la formazione che sta a sinistra de Pd non prende. Almeno adesso. È molto probabile che esistano margini di miglioramento – anche se lontanissimi da quel “bacino potenziale del 15%” di cui ha parlato Alfredo D’Attorre, uno dei fuoriusciti da Pd e confluiti in Sel.

Infatti da poco più di un mese Sel – che già tutti chiamano Sinistra Italiana (anche se questo finora è solo il nome dei gruppi parlamentari) – ha accolto nelle sue file alcuni parlamentari usciti dal Pd (Fassina e D’Attorre sono i più noti) ma in questi giorni è già attraversata da una divisione scaturita dalla lettera di Giuliano Pisapia, Marco Doria e Massimo Zedda, sindaci “arancioni” di Milano, Genova e Cagliari (ne abbiamo scritto qui).

Sulla posizione di Pisapia c’è Laura Boldrini, mentre su quella dei più “duri”, come esterni, c’è Maurizio Landini e la sua Coalizione sociale di cui si sono un po’ perse le tracce.

Poi c’è Possibile, il gruppo guidato da Pippo Civati che non è entrato in Sinistra italiana e se ne sta per conto suo.

Sono già 4 pezzi della sinistra politica organizzata. In più, su posizioni ancora più estreme ci sono poi Rifondazione Comunista (Paolo Ferrero) e il Partito comunista (Marco Rizzo) e gruppi ancora meno importanti.

Sembra dunque ancora viva la maledizione dell’ala radicale della sinistra a frammentarsi: causa non ultima del mancato decollo di tutte le esperienze elettorali sin qui compiute.

È ancora presto per testare seriamente Si ma dalle prime rilevazioni si oscilla dal 3 al 4,5 %, una performance che mette la formazione politica a riparo da rischi di esclusione (la soglia di sbarramento prevista all’Italicum è se 3%, guarda caso) e tuttavia è una cifra che non si discosta, più o meno, dai numeri della Rifondazione di Cossutta e Bertinotti. La sinistra-sinistra non pare in grado di schiodarsi da numeri di nicchia, per quanto importanti.

Per Termometro politico Si è al 4,3, la stessa percentuale fornita da Ixè (che però due settimane fa la dava vicina al 5%).

Anche Swg segnala una cifra praticamente uguale (4,4%), qui con un lieve incremento rispetto alla settimana scorsa. E in concomitanza ad un arretramento del M5S: qui si apre un capitolo interessante.

Vale a dire: la nuova Sel, ancora più radicale (pur scontando la concorrenza di una linea “arancione”), che cioè indurisce la sua valutazione ostile a Renzi e al Pd, potrebbe rosicchiare qualcosa al M5S? Presto per dirlo, ma questo elemento andrà tenuto a mente.

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