Sondaggi, ora il M5S calerà? Ipotesi sull’effetto-Pizzarotti

Tom tom
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Inevitabili i contraccolpi nell’elettorato. Conseguenze per la Raggi?

L’opinione pubblica non ha ancora assimilato la vicenda Pizzarotti, raggiunto da avviso di garanzia,  sospeso da Grillo e ormai praticamente fuori dal M5S. E nemmeno ha tanto assorbito il caso Nogarin, anch’egli raggiunto da avviso di garanzia ma, a differenza del collega di Parma, “coperto” dallo stesso Grillo. Una filosofia del due pesi e e due misure che viene giudicata male, riteniamo, anche da pezzi dell’elettorato M5S.

Ma di certo il rumore di fondo che arriva all’orecchio anche di chi non segue da vicino le cose politiche suggerisce una assimilazione a tutti gli altri partiti proprio da parte del partito-non partito che ha fatto della sua diversità una bandiera. La senatrice Bulgarelli, vicina a Pizzarotti, ha detto una frase illuminante: “Io sto col Movimento 5 Stelle e non con il partito”. D’altronde, “siete come gli altri” è una frase che un grillino vive come un’offesa insanabile. Inoltre, quando la stragrande maggioranza dei comuni amministrati dai Cinquestelle vede esplodere casi di mala amministrazione, come minimo c’è un grande problema politico: di affidabilità, se non altro.

Secondo alcuni analisti, nella base del M5S si registrerebbe anche un inedito fastidio per la forte personalizzazione della leadership. Molti pentastellati “della prima ora”, quelli più legati al mito della democrazia diretta, dell’ “uno vale uno”, del Movimento che decide sul web – tutti elementi tipici del non-partito che era e non è più – non vedono di buon’occhio l’ostentata “voglia di leadership” di Luigi Di Maio: non tanto per la persona, ma per lo stile molto da politico di professione che Di Maio sta esibendo. Che in fondo è poi un altro modo di declinare la (per loro) tremenda frase per cui “siete uguali ai partiti tradizionali”.

Infine, si avverte una mancanza di direzione politica. La  scomparsa di Casaleggio probabilmente ha lasciato un vuoto che non pare proprio sia colmato dal Direttorio (tra l’altro duramente e pubblicamente messo sotto accusa da Pizzarotti).

Il sondaggio Swg di questa settimana (qui sotto) non evidenzia ancora questa difficoltà del M5S seppur ne indichi un lieve calo dopo settimane di crescita. Parallelamente, il Pd ferma la discesa risalendo di un 0,4% (al netto de giudizi positivi, largamente prevalenti nell’opinione pubblica e non rilevati da questo sondaggio, sulla legge sulle unioni civili: e anche qui, molti elettori M5S “laici e di sinistra” non hanno apprezzato la scelta di astenersi).

 

Cattura 13 maggio

 

Anche i dati di Demopolis segnalano più o meno gli stessi risultati, con una forbice fra Pd e M5S che tende a ri-allargarsi. In entrambi i sondaggi colpisce il ridimensionamento di Forza Italia, un partito che per molti istituti ormai è poco sopra il 10%.

La crisi, per ora potenziale, del M5S avrà ripercussioni sulle comunali di Roma? Presto per dirlo. Ma secondo il politologo Piero Ignazi sì, le avrà. Con probabili problemi per la pur lanciatissima Virginia Raggi.

Ecco una tabella riassuntiva sulla Capitale.

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Index Research poi segnala che Meloni e Marchini si fanno la guerra puntando al ballottaggio: nell’eventualità di quest’ultimo, tuttavia, solo Marchini sarebbe in grado di impensierire Virginia Raggi. Il sondaggio di Index Research in proposito disegna infatti il seguente scenario: Virginia Raggi con il 28% delle preferenze, Roberto Giachetti con il 22% dei consensi, Giorgia Meloni e Alfio Marchini rispettivamente al 20% e al 19%.

Insomma, la previsione dei sondaggisti è che al ballottaggio andranno Raggi e Giachetti. Con grave smacco delle destra.

Infine, ecco Milano (sondaggio Quorum/You trend del 9 maggio)

Cattura quorum

 

Secondo gli analisti di You Trend, essendo chiaro che la grande battaglia sarà quella del secondo turno, sarà importante vedere a chi andranno i voti degli esclusi. L’elettorato del M5S secondo You Trend “potrebbe dividersi in tre parti, chi vota sala, chi Parisi e chi si astiene”. Così anche per l’elettorato di sinistra di Rizzo: in quanti si asterranno e dunque in quanti sosterranno Sala? Il fattore-astensione dunque sarà talmente decisivo che “potrebbe riaprire clamorosamente i giochi”.

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