Sondaggi, la verità vi prego sul M5S

Tom tom
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È una fase delicata per i grillini: non c’è crollo ma neppure espansione

 

Né primato né crollo: il Movimento 5 Stelle, croce e delizia di commentatori e analisti, non è un fenomeno facile, per i sondaggisti. Quante persone, interpellate al telefono, rispondono d’istinto: “Voto Grillo” salvo poi non farlo? Per questo molti osservatori, e noi fra questi, ritengono che i Cinquestelle siano sovradimensionati.

Sul Corriere della Sera Nando Pagnoncelli ha svolto una serie di considerazioni interessanti sul momento particolare che il partito di Grillo e (soprattutto) Casaleggio sta vivendo. Dopo un anno per il M5S “di crescita”, ecco che i 46% degli intervistati da Ipsos pensa che “il Movimento è rimasto uguale a prima” ma “il 21% pensa che sia cambiato in peggio” e “il 13% in meglio”. Non malissimo ma neppure bene. Se le cose stanno così, il M5S difficilmente “terrebbe” il 25% conquistato alle politiche del 2013.

 

=== ATTENZIONE AL RIMBALZO PD-M5S ===

Questa settimana sia Ixé che Swg segnalano lo stesso fenomeno, che potremmo definire “rimbalzo”, proprio come avviene in Borsa – in questi giorni lo vediamo spesso, un giorno perde il giorno dopo recupera poi riperde. I due istituti rilevano infatti che, a parziale correzione di quanto sta avvenendo da settimane, il Pd perde un po’ e parallelamente il M5S guadagna un po’.

Parallelamente? Esistono cioè vasi comunicanti fra il partito di Renzi e quello di Grillo? Uhm. Non esattamente, ci hanno spiegato gli esperti. In realtà, il passaggio diretto fra Pd e M5S non è gran cosa. Più probabile un altro scenario: e cioè che alcuni consensi fuoriescano dal M5S per andarsi a “parcheggiare” nella vasta area del non voto, ed è da lì che negli ultimi tempi il Pd è andato a pescare consensi. È possibile, ma è solo un’ipotesi, che nell’ultima settimana – un pochino dimenticato l’effetto-Quarto e certamente meno in evidenza il Pd e in governo – una arte dei consensi trasmigrati dal M5S al Pd siano tornati a casa. Un rimbalzo, appunto.

Ixé dice: Pd da 34,1 a 33,8 – M5S da 24,7 a 24,9.

Swg dice: Pd da 35,2 a 34,7 – M5S da 22,4 a 23,2.

In conclusione, si potrebbe dire che il partito di Grillo e Casaleggio deve fare molta attenzione perché il suo stesso elettorato è diventato più esigente e soprattutto sembra venir meno la sua capacità espansiva, quella che gli esperti chiamano “la cassa armonica”.

 

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