Sondaggi, la Cosa rossa che non c’è

Tom tom
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Non è detto che a sinistra del Pd lo spazio sia grande

 

Prendiamo il sondaggio settimanale di Swg (tabella in fondo)  e vediamo che gli spostamenti non sono molto rilevanti. Si riduce un po’ la forbice fra Pd e M5S, con il partito di Renzi che non può non risentire di giornate veramente negative come quelle successive alle primarie di Napoli e in parte Roma e che comunque si attesta al 34,8.

Le convulsioni a destra sul candidato sindaco di Roma premiano la Lega, che sale al 14,7 – sfiorando dunque quella soglia del 15 che pare una barriera maledetta – mentre cala Forza Italia: evidentemente l’intestardirsi di Berlusconi sul nome di Bertolaso non piace.

Ma questa settimana ci soffermiamo sulla sinistra o meglio sull’area che sta a sinistra del Pd (con un link dentro, la componente che fa riferimento a Speranza e Cuperlo, nonché Bersani).

Negli ultimi giorni abbiamo assistito alla fiammata polemica di Massimo D’Alema che fra l’altro ha anche fatto balenare l’ipotesi di una nuova forza di sinistra. Questo in concomitanza (solo temporale, non di merito) con la polemica di Bassolino a Napoli e le critiche rinnovate di Bersani a Renzi – anche se Bersani resterà nel Pd, di D’Alema non si sa – mentre più soft sembra l’atteggiamento di Speranza.

La domanda dunque è se vi sia un potenziale elettorale degno di nota alla sinistra del Pd. Tutti i sondaggi di questi mesi dicono che Sel (o Sinistra Italiana, nata qualche mese fa ma che terrà il congresso costitutivo solo a dicembre!) non supera mai il 5-6% (nella tabella Swg è addirittura al 3,5%): una percentuale sufficiente a entrare un parlamento con una discreta pattuglia di deputati ma evidentemente marginale nel grande gioco della politica e verosimilmente “condannata” a restare all’opposizione.

Malgrado l’ottimismo di D’Alema (“Ci sono personalità” in grado di guidare una nuova forza politica), in realtà quest’area continua a scontare un problema di leadership e a frammentarsi sempre, persino a livello locale. Non c’è molto tempo, per i vari Fassina, D’Attorre, Landini, Fratoianni, Ferrero, per rimette insieme i cocci e tentare un’avventura che non sia di mera testimonianza o addirittura fallimentare, come pure è successo atre volte nel recente passato. Ma la mitica “Cosa rossa” resta sempre, appunto, mitica, e astratta.

 

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