Sondaggi, il Pd vede il M5S negli specchietti

Tom tom
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Renzi meglio del suo partito, valutazioni diverse sul governo

Corre il M5S, tenuto ancora a distanza dal Pd che però – come si dice nel gergo della Formula Uno – “lo vede negli specchietti”. Il nostro tom tom segnala la macchina grillina in piccolo ma costante aumento della sua velocità.

Sulle ragioni della crescita del consenso (potenziale) del Movimento di Grillo ci siamo soffermati la settimana scorsa: è il partito “antisistema”, in grado di raccogliere i vari tipi di malcontento che circolano nel paese, e dunque molto trasversale. I grillini pescano ovunque: in un’area di sinistra radicale orfana di leader e organizzazioni, in zone di destra anche radicale, ma anche in ambiti di centrosinistra critici verso l’attuale conduzione del Pd, oltre che -s’intende – nel vasto mare dell’insofferenza sociale e politica.

 

grafico

Questo grafico è realizzato da You Trend, che fornisce periodicamente la “supermedia” dei vari sondaggi. Come si vede, centrosinistra  avanti, centrodestra sotto, e poi crescita del M5s.

 

 

 

 

=== ANDARE SEMPRE DRITTO ===

Molte analisi convergono nell’evidenziare che oggi il presidente del Consiglio va più forte del segretario del Pd: o meglio, fuor di battuta, il gradimento verso Renzi è superiore a quello verso il Pd. Ilvo Diamanti (Demos per Repubblica) a proposito del premier ha scritto che “oggi il 44% degli italiani mostra di gradire il suo operato. Molto meno rispetto a un anno fa, quando l’indice superava il 60%. Ma, comunque, più degli ultimi mesi. Visto che lo scorso giugno era appena sopra al 40%”.

 

=== STRADA SDRUCCIOLEVOLE

Renzi dunque va dritto e recupera velocità mentre il Pd (che pure dovrebbe essere la sua vettura principale) mostra di perdere qualche colpo (Swg segnala un lieve calo dal 34,7 al 34,4, dato comunque alto, mentre secondo le stime di voto di Demos sarebbe sceso sotto il 32%. Il livello più basso dalle elezioni europee fino ad oggi): colpa di un’organizzazione deficitarie in molte zone del Paese? Colpa della perenne litigiosità interna? le ragioni probabilmente sono molte. Può anche darsi – sempre Diamanti – che “la delusione e il malessere sociale, prodotti da una ripresa economica incerta e dagli scandali che si susseguono, lo sfiorano, senza investirlo direttamente. La stessa crisi politica romana, che ha spinto il sindaco Marino alle dimissioni, non sembra aver logorato il consenso di Renzi”. Ecco, il Pd deve stare attento alle pozze d’acqua che rendono la sua strada sdrucciolevole.

 

=== CURVE CONTINUE ===

Il governo sale e scende, sterza e controsterza, sbanda e corregge la sbandata (sempre gergo da Formula Uno), accelera e rallenta. In una settimana, secondo Ixè, l’esecutivo scivola dal 27% al 26%.

Al contrario, secondo l’Istituto Piepoli (per SkyTg24)  la fiducia nel governo regge anche grazie alla legge di stabilità. Nel dettaglio, le tre misure della legge di stabilità più gradite sono il blocco del previsto aumento d’Iva e accise sulla benzina (le cosiddette clausole di salvaguardia), la detassazione della prima casa e le misure anti povertà. All’ultimo posto della lista di gradimento c’è invece la scelta dell’innalzamento dell’uso del contante e il canone Rai in bolletta.

È certamente troppo presto per valutare gli effetti della legge di stabilità sul l’opinione pubblica. Ma in generale la nostra sensazione dice che la vettura governativa in questa fase non è al massimo di giri e che occorre molta attenzione nel prendere le curve del suo difficile percorso.

 

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