Sondaggi: aiuto, torna la destra

Tom tom
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Nell’Italia tripolare la destra unita va al ballottaggio contro il Pd

Com’è stato osservato da Nando Pagnoncelli (Corriere della Sera, 19 dicembre), il 2015 va a chiudersi lasciando l’immagine di un sistema politico tripolare. Come sempre, i sondaggi rilevano una realtà fluida, nella quale tuttavia bisogna pure fissare qualche punto fermo. Da questo punto di vista l’ultima novità – ma dovremmo scrivere “novità” fra virgolette – è il ritorno competitivo della destra. Vero? Falso?

 

=== ATTENZIONE, SVOLTA A DESTRA === 

Segnala Pagnoncelli, ma anche altri sondaggisti (Masia, Ixè), che da qualche settimana una destra sinora considerata fuori gioco – vuoi per l’inaffidabilità di Salvini soprattutto al centro-sud, vuoi per la crescente marginalità di Silvio Berlusconi – appare ritornata nella mente degli italiani, non fosse altro che come possibilità.

Questo è già di per sé un bel passo avanti per la destra: tornare nella testa degli elettori come una forza che ha qualche chances di competere per il governo equivale ad uscire dal ghetto dell’irrilevanza politica o da quello della mera protesta.

Ecco perché i sondaggi segnalano che una destra unita (ecco il punto dolente) potrebbe benissimo andare lei – e non Grillo – al ballottaggio contro il Pd. Spiega Pagnoncelli che i partiti della destra, divisi, nell’insieme hanno il 29,4% ma, uniti, il 31,3.

Di solito non accade mai che presentandosi insieme si ottengono più voti che andando separati, ma – fa notare il presidente di Ipsos – una destra unita potrebbe attrarre molti voti moderati e – udite udite – anche consensi che oggi sono in quota Cinquestelle. Già, perché come in questa rubrica abbiamo segnalato altre volte, un pezzo dell’elettorato di Grillo in realtà è di destra, certo più salviniano che berlusconiano, ma comunque alla ricerca di uno strumento che blocchi la strada a Renzi.

Anche Swg segnala l’avvento di un “tripolarismo imperfetto”, rimarcando la forza del M5S (al 25%) e osservando – è un fatto abbastanza nuovo – la crescita di Forza Italia, giunta al 13%, una percentuale che la porta abbastanza vicina alla Lega (15), con FdI un po’ in discesa (3,7%).

Il problema, com’è noto, resta quello dell’amalgama fra Lega e ciò che resta del berlusconismo, cosa che non è una questione politologica ma invece è ill cuore di ogni competizione elettorale, e cioè chi sarebbe il candidato premier. Salvini? Un problema per i moderati. Ma altri, finora, in giro non si scorgono. C’è tempo.

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