Io socialista ora voto Juppé

Francia
EPA/YOAN VALAT

Domenica prossima dovrebbero scegliere chi, di François Fillon (44% dei suffragi) o di Alain Juppé (28%), affronterà il 7 maggio 2017 la Le Pen

Sì, la sinistra francese è disperata, e spesso per motivi analoghi a quelli che distruggono la sinistra italiana: l’eccesso dei personalismi, e dei leaderismi, il far passare l’interesse di partito (o di corrente) prima dell’interesse generale. Che ci siano già adesso sei candidati di sinistra ufficiali all’elezione presidenziale, allorché le primarie non sono ancora state fatte, e che ancora si aspetta di sapere se Hollande si ricandiderà, fa riflettere sulla disgregazione, l’assenza drammatica di progetto politico comune e il velleitarismo dei leader della sinistra d’oltre Alpe.

Detto questo, e mettendo fra parentesi la simpatica commiserazione che Roberto Roscani manifesta nei miei confronti nel suo articolo, vorrei sottolineare la logica implacabile, assolutamente non paradossale, che ha condotto molti cittadini francesi di sinistra a partecipare al primo turno delle primarie della destra domenica scorsa . Un po’ di storia aiuta a capirlo. Nel sistema presidenziale francese, altamente difendibile per chiarezza ed efficacia, rimangono al secondo turno soltanto i due candidati meglio piazzati.

Nel 2002, Lionel Jospin, candidato socialista , arrivò al terzo posto dietro Jacques Chirac e Jean Marie Le Pen ( il papà di Marine), e gli elettori di sinistra, onde evitare che Le Pen accedesse alla carica suprema, votarono in massa per l’uomo di destra Chirac, il quale ottenne più del 70% dei suffragi. Ci troviamo oggi in una situazione analoga. Se quello che raccolgono i sondaggisti è vero, al secondo turno della presidenziale il 7 Maggio 2017, il candidato della sinistra sarà stato eliminato, e resteranno in lizza Marine Le Pen e il candidato della destra.

Da questa quasi certezza nasce l’idea, in parte veicolata dal mio giornale Le Nouvel Observateur con per esempio un articolo intitolato “Dieci ragioni per votare Juppé”, di riuscire almeno ad eliminare Nicolas Sarkozy dalla competizione, l’improponibile ex Presidente, sotto processo tra l’altro per finanziamento illecito della propria campagna elettorale 5 anni fa, diventato sempre più nazionalista e sovranista, antieuropeo e anti musulmano. Insomma, per non dovere scegliere al secondo turno fra la peste e il colera, molti (si valutano intorno al 15/20% dei 4 milioni che hanno votato domenica scorsa) cittadini di sinistra hanno voluto eliminare il peggio.

Exit dunque Sarkozy e si spera per sempre. Così per la prima volta in Europa dall’elezione americana, viene sconfitto il populismo trumpista. Però è entrato in lizza François Fillon invece dell’atteso Alain Juppé. Il personaggio non rallegra nessuno per carattere (spesso viene definito per sua naturale mollezza “l’ectoplasme”), per scelte personali e per programma: cattolico conservatore, sogna soltanto di rendere più difficile la messa in pratica della legge sull’aborto, e di togliere nella legge sui i matrimoni gay la possibilità per le coppie omosessuali di adottare un bambino ; di estendere a 48 ore la durata legale del lavoro settimanale poi di ridurre di 500.000 il numero dei dipendenti nel pubblico impiego e in politica estera si dichiara amico di Putin. Non c’è niente da applaudire.

Cosa possono fare adesso i cittadini di sinistra che hanno avuto il coraggio di partecipare domenica scorsa alle primaria della destra, e che domenica prossima dovrebbero scegliere chi, di François Fillon (44% dei suffragi) o di Alain Juppé (28%), affronterà – perché di questo si tratta in definitiva -, il 7 maggio 2017 la Le Pen? Chi, fra un moscio thatcheriano cattolico e conservatore e un liberale laico, intelligente e rigoroso, che ha dimostrato per esempio di saper far rinascere la città di Bordeaux ? Per quanto mi riguarda è per il secondo che tornerò a votare.

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