Sindaco grillino contro le trivelle, ma solo in campagna elettorale

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A Ragusa il sindaco pentastellato autorizza una società privata ad effettuare ricerche di idrocarburi nel sottosuolo, nonostante in campagna elettorale avesse detto tutt’altro

Il mistero delle trivellazioni grilline si infittisce. Da tre giorni l’Unità sta tentando di mettersi in contatto con il Sindaco di Ragusa Federico Piccitto. Dopo un primo colloquio con la sua segreteria («vi faremo sapere»), il telefono squilla ripetutamente a vuoto. Infine l’ultimo tentativo: venerdì pomeriggio alle 15.30 il centralino del Sindaco risponde che «non è previsto il rientro» e che dalla segreteria non risponde più nessuno. Dal Comune di Ragusa, guidato dal sindaco del Movimento Cinque Stelle, cercavamo chiarimenti sul rilascio della concessione edilizia che autorizza la società Irminio a effettuare ricerche di idrocarburi nel sottosuolo.

Una decisione che ha lasciato basiti migliaia di attivisti pentastellati, soprattutto quelli siciliani che avevano creduto alle promesse fatte in campagna elettorale dal movimento di Beppe Grillo: ferma opposizione alle trivellazioni e proposta di un modello di sviluppo diverso e sostenibile, per dare finalmente un futuro economico alla Sicilia.

Ma le cose non sono andate proprio così. Se è vero che l’autorizzazione a trivellare in contrada Buglia Sottana (nel cuore del barocco siciliano) era stata rilasciata dalle precedenti amministrazioni, è altrettanto vero che l’ultima parola spettava ovviamente al sindaco grillino eletto nel giugno 2013 e già militante di prima fila del movimento “No triv”. Federico Piccitto non solo non si è opposto al parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali che autorizzava trivellazioni in una zona sottoposta a tutela paesaggistica (dove in realtà le trivellazioni dovrebbero essere vietate, secondo la normativa varata dal Governo Renzi), ma ha persino rilasciato la concessione edilizia necessaria per avviare le attività di estrazione.

Per completare questo capolavoro di incoerenza e camuffamento, il primo cittadino della città siciliana ha scelto di giocare allo scaricabarile secondo la migliore tradizione della vecchia politica: sul blog di Beppe Grillo ha dapprima attribuito la responsabilità della scelta sulla Regione Sicilia, poi sulla Soprintendenza ai Beni Culturali e infine su un malcapitato dirigente tecnico del Comune da lui stesso guidato. Nelle parole di Piccitto si tratterebbe di «una questione che coinvolge esclusivamente la competenza del dirigente comunale». Questa sì che è piena e coraggiosa assunzione di responsabilità.

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