“Siete pregati di attendere”. La mia odissea notturna a Fiumicino

Trasporti
Disagi per il blackout all'aeroporto di Roma Fiumicino, 30 luglio 2015.
People at Fiumicino Airport (Rome) during the blackout this morning, 30 July 2015. 
ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Cambi di gate, ritardi incalcolabili, mancanza di informazioni e assistenza inesistente: il racconto di una notte d’inferno nello scalo romano

“Siete pregati di attendere”, non so quante volte ieri ho sentito pronunciare questa frase al microfono. Ma il ritardo, forse, è stato l’evento più tollerabile. In Italia siamo così abituati ai ritardi che viviamo la puntualità come un regalo inaspettato. Il mio volo è stato posticipato quattro volte, ho cambiato tre gate, una volta imbarcati è rimasto un’ora sulla pista, è atterrato infine a Cagliari alle 03.15 circa. Sette ore in totale. A leggere in giro mi ritengo fortunata. Ho atteso pazientemente fino alle 23, quando ci è stato comunicato il terzo spostamento ho deciso di chiedere lo sbarco del bagaglio e tornare a Roma per ritentare l’indomani o cambiare aeroporto. Ho passato un’ora tra i rulli, il mio bagaglio non c’era. I ragazzi di rientro dalla gita aspettavano da ore le loro valigie, un po’ per gioco un po’ perché non c’era alternativa al blocco del nastro, hanno iniziato a scaricarle qua e là.

Lost and Found: “il suo bagaglio risulta ancora a bordo, il volo parte alle 00.25″. Torno su, nel frattempo la sala si era ulteriormente riempita, le persone occupavano i pochi spazi a disposizione nei modi più disparati. “L’aereo sta parcheggiando”, come no. Chi stava in attesa con me ha ottenuto un buono pasto che non ha potuto utilizzare perché gli esercizi commerciali erano chiusi. Chi ha subito la cancellazione del volo non ha ricevuto la prevista assistenza: “Mi hanno detto che devo stare in stand-by fino al primo volo utile” mi dice una ragazza.
Non c’era personale, ad eccezione degli addetti all’imbarco, ho visto passare una sola sedia a rotelle e una barella. Il Signor Renato, 88 anni, pazientemente in piedi sulla sua stampella, mi faceva male al cuore.  Non un bicchiere d’acqua, non un’informazione, solo tanta incompetenza e superficialità, non si salva nessuno. L’incendio è certamente un fatto gravissimo che sarà approfondito nelle sedi opportune, il tema vero però è il cambio degli equipaggi, è la gestione dell’aeroporto, il tema vero sono le persone responsabili di tutti quei passeggeri. Roma ospiterà il Giubileo tra qualche mese, è candidata a ospitare le Olimpiadi. La gestione dell’emergenza è stata semplicemente inaccettabile.

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