Siamo chiamati a essere Costituenti e non possiamo che accogliere questa sfida

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Abbiamo finalmente la straordinaria opportunità per far si che la politica torni ad essere strumento per determinare il riscatto delle persone

Il 4 dicembre siamo chiamati ad essere Costituenti, come giovani generazioni e come parte della storia della Sinistra dell’Italia.

Quando è iniziato il dibattito sul Referendum per la Riforma Costituzionale, ho provato emozioni contrastanti tra la difesa della “Costituzione più bella del Mondo” e la necessità di adeguare la nostra Carta Costituzionale ad un tempo che corre sempre più veloce, ad un tempo che ha bisogno di risposte sempre più concrete.

Ci troviamo in un momento storico – in Italia e non – nel quale vi è una crisi profonda della democrazia vista come rappresentatività; questa crisi ha le sue basi nel mutamento della concezione dell’istituto parlamentare e alla diminuzione del suo ruolo, come istituzione centrale della vita politica e decisionale. Questo accade per un motivo: la politica deve cambiare i suoi tempi, perché sono cambiati i tempi della vita, che ormai deve essere pensata nell’immediato e non nei termini classici della burocrazia. Noi, come Partito Democratico, non possiamo pensare di non rimettere al centro le persone, le loro urgenze, i loro bisogni, i loro sogni. La crisi della rappresentatività si sana anche grazie ai nuovi – e alle modifiche dei classici – strumenti di democrazia diretta, che permettono ai cittadini di fare sentire una voce che troppo spesso credono inascoltata. Guardare la Costituzione in modo laico vuol dire garantire una democrazia che passa anche dalla partecipazione attiva dei cittadini, perché se una democrazia non funziona sappiamo che a pagare il prezzo più altro sono le fasce più fragili. Come Partito Democratico non possiamo più permetterci di aspettare a dare risposte, perché da troppi anni, la loro assenza alimenta populismi, e un “no” a questa Riforma non farà altro che garantirne ulteriore spazio. La questione democratico istituzionale e la questione sociale si tengono assieme e risultano spesso interdipendenti.

Ed è proprio per questo e nell’ottica di garantire rappresentatività che come Segreteria Nazionale dei Giovani Democratici abbiamo strutturato la campagna #SìLotta e realizzato un libretto che spiega il Sì delle giovani generazioni in un’ottica di garanzia dei diritti dei cittadini, che troppo spesso sono vittime di una “lentezza ingiusta”. Ho avuto il piacere di presentare la campagna nazionale, il 16 novembre a Genova con i Giovani Democratici della Liguria e alla presenza di tanti ragazzi, di tante nuove energie che come giovani generazioni hanno sentito la sfida di prendere questo referendum per mano e accompagnarlo, accompagnarci, verso un futuro che ha sempre più bisogno di risposte concrete, un futuro che ha sempre più bisogno che quei “principi più belli del mondo” passino dall’essere principi di uguaglianza formale, a principi di uguaglianza sostanziale.

In tempi frenetici come questi, in tempi di sovrainformazione, io e altri ragazzi abbiamo anche pensato di creare l’applicazione RiformarSì (www.riformarsi.it), sviluppandola insieme al PD e a GenerazioneSì, la rete che riunisce i comitati giovanili che sostengono la Riforma Costituzionale. Crediamo, infatti, che questa app sia uno strumento semplice, ma al tempo stesso prezioso per favorire una formazione migliore e più “diffusa” per i più giovani.

Abbiamo finalmente la straordinaria opportunità per far si che la politica torni ad essere strumento per determinare il riscatto delle persone. Siamo chiamati ad essere Costituenti e non possiamo che accogliere questa sfida, allargando la partecipazione e provando a parlare con quei mondi che troppo spesso si sentono lontani dalla politica, ma sono parte del nostro stesso futuro.

 

* Eleonora Cardogna, segreteria nazionale GD

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