Sia anche una resa dei conti, ma dopo la Direzione procediamo tutti insieme

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Va bene la discussione, ma non la mal sopportazione nei confronti della leadership

“Resa dei conti”, così si legge in qualche pagina social in riferimento alla prossima Direzione Pd. E si legge anche “Non sciupate il Pd”. Questa è la raccomandazione di Walter Veltroni, un chiaro appello all’unità del partito come risorsa importante ed indispensabile per non permettere l’avanzata di chi, approfittandosi del clima, si fa largo tra la pancia della gente.

Va bene la discussione, va bene il confronto, va meno bene, all’interno di un partito, la mal sopportazione che appare sempre più evidente verso l’attuale leadership. Si chiede la conta, si inneggia al congresso. E Renzi, spinto da Orfini, ormai dalla sua parte, convoca la Direzione Pd per il prossimo lunedì 21 marzo. Un appuntamento che sicuramente tenderà ad assumere toni proprio da resa dei conti interna.

Il progetto Pd è un bel progetto. Nato per unire diverse anime politiche del centrosinistra così da ottenere una forza politica maggiore. Se si dovesse sciupare ciò che sarà dopo è solo il baratro del dilagare di forme inimmaginabili di populismo. Se si divide, con scissioni o minacce di scissioni, si indebolisce un presidio fondamentale della stabilità, della possibilità di riforme e di cambiamento, di ancoraggio all’Europa. Che il Pd debba restare unito, proprio per garantire la possibilità di un governo stabile, europeo e riformista lo gridano a gran voce un po’ tutti. Diciamo tutti quelli che in gran parte hanno contribuito a fondarlo e lo hanno guidato finché hanno potuto farlo, con coerenza per l’impegno preso con milioni di italiani.

Certo è che il clima che si respira da un po’ di tempo è teso e questa Direzione potrebbe avere il grande compito di mediare i conflitti interni, se ben guidata come Orfini si appresta a fare. E la dichiarazione in cui ammette che la minoranza composta da Bersani, Cuperlo, Speranza e D’Alema abbia ancora molto da dare e dire al Pd, la dice lunga sulla mano tesa nel tentativo di evitare il disfacimento del grande progetto, da qualcuno definito “fusione a freddo”

Più che freddo oggi si sente un gran caldo, quello dell’agitazione e del fermento tra le fila del partito, a partire dai militanti, nei circoli, per finire al Nazareno. Militanti già pronti a scendere in campo per difendere e sostenere nuovamente il loro ideale di partito nel quale e per il quale hanno lottato, quello che ha portato Matteo Renzi ad ottenere oltre il 40% di consensi. “Non consentirò a nessuno di infangare la nostra comunità”, dice Orfini. Attenderemo la resa dei conti.

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