Sì alle unioni civili, ma il nostro obiettivo resta il matrimonio

Diritti
Un momento della festa in Campidoglio per il Celebration Day nel corso dellaz qualei si iscrivono collettivamente nel registro delle unioni civili coppie di omosessuali e eterosessuali. In sala della Protomoteca, davanti ai consiglieri celebranti, uomini e donne si sono baciati, scambiati gli anelli e hanno pronunciato i loro "sì". Nella sala ad assistere alla cerimonia ci sono parenti e amici dei protagonisti della giornata, anziani e bambini, che applaudono emozionati, Roma, 21 Maggio 2015.ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Difendiamo il ddl Cirinnà, pur cercando di correggerne alcuni aspetti. Se il Pd riuscirà a farlo approvare, sarà un evento storico

Lettera di risposta all’articolo di Gianmarco Piccone pubblicato ieri

Caro Gianmarco,

tra tutti i responsabili che si possono individuare non credo che il movimento lgbt italiano sia possibile oggetto di critica rispetto alla non approvazione, in tutti questi decenni, di un provvedimento che riconosca le unioni omosessuali.

Concordo che vi sono aree, che ritengo minoritarie, nella comunità e nel movimento lgbt che giudicano il provvedimento in discussione al Senato un errore, un impedimento al raggiungimento del vero obiettivo: il matrimonio egualitario. E’ una posizione che comprendo dal punto di vista emotivo e che trae forza dalle troppe promesse non mantenute dal centro sinistra lungo vent’anni di stupefacente atteggiamento dilatorio, incapace di assumersi vere responsabilità. E’ sufficiente conoscere la storia dei paesi che hanno una legge sull’estensione al matrimonio e, si scopre che tutti hanno svolto un’evoluzione graduale.

Il provvedimento Cirinnà va difeso nel suo impianto attuale, possono esser apportati anche alcuni aggiustamenti formali, ma la sostanza, deve rimanere intatta. Così si risponde ai detrattori e in questo modo si aiuta chi, dentro e fuori il Pd, cerca di dare una mano affinché sia raggiunto un risultato che attendiamo dal 1987.

Non vorrei però che si confondessero critiche e timori rispetto all’integrità del testo, rispetto a quelle che ritengono le unioni civili un testo che sbarra la strada al matrimonio. Con Monica Cirinnà e Micaela Campana c’è stato recentemente un chiarimento, dopo la polemica sulle “specifiche formazioni sociali”, su cui è anche intervenuto Stefano Rodotà. Per noi è una formulazione restrittiva del dettame costituzionale che non potevamo sottacere e che preoccupava rispetto a possibili ulteriori interventi sul testo in discussione.

Ognuno deve fare bene la sua parte: il partito condurre un sapiente lavoro in Parlamento, le associazioni lgbt mantenere alta la richiesta del matrimonio egualitario, che non preclude alcun passaggio intermedio. Tra l’altro, purtroppo a nessuno interessa il fatto che il ddl proposto non riguarda solo le coppie omosessuali, ma anche il superamento delle discriminazioni per le libere convivenze, sia gay che etero. Un intervento quest’ultimo, davvero innovativo e importante.

Se Matteo Renzi riuscirà con tutto il Pd a far approvare questa legge, sarà un evento storico, che cambierà la vita concreta di milioni di cittadini, pensando già al futuro, perché pari diritti e pari doveri sono un dovere per ogni riformista che si rispetti.

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