Sessismo contro la Boschi? No, sono solo le pene d’amore di Travaglio

Il Fattone
Marco Travaglio, durante l'evento Bulgari dell'Altaroma negli horti Sallustiani, Roma, 13 luglio 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Il direttore del Fatto ormai ha perso il controllo del suo cuore infranto, che lo porta a sbirciare le foto del ministro e consigliarle di pensare alla cellulite anziché alle riforme

Come sanno i nostri lettori più fedeli, ormai da mesi il Fattone segue con preoccupazione e affetto la sfortunata storia d’amore che unisce – anzi, allontana – Marco Travaglio e Maria Elena Boschi. Lui si fa avanti, lei volge lo sguardo altrove. Lui si strugge di parole, lei lo distrugge col silenzio. Lui ama e soffre, lei neppure se ne accorge. Lui insiste nel chiederle un appuntamento – non ci crederete, ma è il secondo giorno consecutivo che il direttore del Fatto costruisce un intero editoriale sulla pietosa richiesta di poter avere un confronto televisivo con la ministra delle Riforme – e lei nemmeno gli risponde. Un vero disastro, una catastrofe umanitaria.

Comprendiamo dunque bene l’odierno scatto di nervi del povero Travaglio, e invitiamo le molte brave e belle redattrici del Fatto a non offendersi per frasi che ad una lettura superficiale sembrerebbero gravemente sessiste, e che invece sono soltanto il lamento di un cuoricino infranto.

Sentite che cosa ha scritto oggi il rospo che la principessa si rifiuta di baciare: anziché parlare di legge elettorale, la Boschi dovrebbe “intrattenere il pubblico sull’annosa ansia da prova costume, sull’endemico problema del giro-vita, sulla vexata quaestio della cellulite, o su un argomento a piacere”. E mica finisce qui: anziché parlare di riforma del Senato, prosegue il rospetto col cuore spezzato, la Boschi “potrebbe intrattenere il pubblico sulla sua voglia di maternità, sul suo nuovo nipotino, su quanto le piacerebbe avere un fidanzato, o su quando faceva la Madonna nel presepe vivente di Laterina: come ai bei tempi, quando ancora non parlava di cose più grandi di lei”.

Che non si tratti di volgare sessismo lo dimostra l’accuratezza da stalker degli inviti rivolti alla ministra: Travaglio avrebbe potuto suggerire, che so, un più tradizionale “stai in cucina e fai la calza”, e invece, stravolto dalle fotografie sbirciate sui settimanali di gossip e gelosamente conservate in qualche cassetto segreto, insiste sulla “prova costume”, sul “giro-vita” e, ancor più elegantemente, sulla “cellulite”.

Lo lasciamo così, il nostro povero amante respinto, mentre si osserva allo specchio, l’animo a soqquadro e la boccuccia increspata, e poi volge lo sguardo alle foto della ministra in spiaggia, da cui non riesce a separarsi, e infine torna afflitto sulla propria immagine riflessa per chiedersi, triste e rabbioso, perché il suo angelo non lo degni neppure di un cenno.

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