Serve il ritorno alle coalizioni?

Riforme
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Le coalizioni non sono il toccasana per la crisi del sistema politico

Siamo sicuri che la formula delle coalizioni sia il toccasana per la crisi del sistema politico italiano? Sarebbe il ritorno di un grande classico del nostro recente passato, e uno sguardo storico agli ultimi due decenni può quindi aiutare a comprenderne tutti i limiti. Non si tratta infatti di una formula teorica, da sperimentare per la prima volta nella realtà della nostra politica, ma della soluzione concretamente adottata da tutti gli schieramenti che si sono succeduti alla guida del paese almeno dall’avvio della stagione dell’alternanza negli anni Novanta. Il primo e fondamentale limite è nella funzione di freno, se non di autentico impedimento, che le coalizioni hanno svolto in versione sia di Centrosinistra sia di Centrodestra. È stata la composizione inevitabilmente eterogenea delle alleanze di destra e di sinistra, anche quando si trovavano attorno ad un leader riconosciuto e legittimato, dapprima ad impedire la piena realizzazione dei programmi di governo e poi a provocare la crisi anticipata dei diversi impianti di maggioranza che erano stati votati dagli elettori. È esattamente quello che è accaduto, di volta in volta, con i vari governi Berlusconi e Prodi fino all’ultima controprova avuta dopo il voto del 2013 con l’immediato sfarinamento della coalizione Italia Bene Comune costruita con il partito di Vendola. E nessun accorato appello all’unità coalizionale ha mai funzionato di fronte alle spinte centrifughe di partiti che contrapponevano regolarmente la propria identità alla necessità di realizzare ciò che si considerava necessario.

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