Se scatta anche il Sud

Dal giornale
lavoro-fabbrica

L’economia italiana rimane fortemente squilibrata, con un Mezzogiorno che rimane ancora molto lontano dalle regioni più dinamiche del paese

Il quadro generale che ci offre la rilevazione ISTAT sui dati occupazionali di questo secondo trimestre dell’anno è confortante. Finalmente il tasso di disoccupazione cala su base annua in modo consistente, di 0,9 punti percentuali, e l’occupazione sale di oltre un punto. Il tasso di occupazione sale quindi al 56,3% e il tasso di disoccupazione scende al 12%. Quest’ultimo è il livello più basso registrato da due anni e conferma la tendenza positiva dell’economia italiana in questa seconda parte dell’anno. La crescita dei posti di lavoro si concentra sul segmento dei lavoratori dipendenti, un segno evidente che gli interventi legislativi sul mercato del lavoro stanno producendo effetti positivi. Ma anche la riforma del sistema previdenziale ha prodotto i suoi effetti. La crescita degli occupati riguarda soprattutto gli ultra cinquantenni (+5,8%), in parte conseguenza dell’allungamento della vita lavorativa. Questo fenomeno implica un sacrificio per molti lavoratori anziani, ma, allo stesso tempo, consente di correggere un dato anomalo che caratterizza il nostro mercato del lavoro, cioè i bassi tassi di attività tra i 54 e i 64 anni. Un altro dato importante è il calo del tasso di disoccupazione giovanile (15- 24 anni) pari a circa 2,5 punti percentuali. Anche in questo caso, si tratta di un’importante inversione di tendenza che fa sperare per il futuro. Infine, da un punto di vista settoriale, si segnala un incremento accentuato dell’occupazione nelle costruzioni, un settore il cui andamento è correlato con i redditi e la fiducia per le prospettive economiche.

Per continuare a leggere abbonati online

 

Vedi anche

Altri articoli