Se sai di legge o di computer puoi scordarti i domiciliari

Giustizia
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Spero che il CSM esamini questo caso, perché effettivamente è un caso

Cari lettori, torno a scrivere. Oggi, mi allarma il caso del giudice di Lodi Cari lettori, grazie ai medici e all’affetto della mia famiglia allargata e di tanti compagni, amici e lettori di questo spazio, che mi sono stati vicini durante la malattia, ho ottenuto una “proroga” e posso tornare a scrivere. Per fortuna, la testa non si è fermata e in questi giorni ospedalizzato ho molto riflettuto non solo sulla mia vita ma anche sull’incerto avvenire del nostro Paese e soprattutto dei giovani. Ma di questo torneremo a discutere.

Oggi, debbo dirvi che sono stato colpito da un caso: le motivazioni che il giudice di Lodi ha firmato per l’arresto del sindaco di quella città Uggetti e di un avvocato che si chiama Marini. Ho letto su Repubblica l’editoriale di Gianluca Di Feo che correttamente ci informa di quel che ha scritto quel giudice. Sia chiaro, non contesto il fatto che il pm e il giudice ritengano che i due arrestati abbiano commesso un reato favorendo una società comunale e una partecipata per gestire le piscine del Comune, senza prendere tangenti.

Quel che mi allarma – dico: mi allarma – sono le motivazione dell’arresto in carcere, in cella. Leggo parte di queste motivazioni: “La personalità negativa dei due imputati porta a ritenere con decisa verosimiglianza che gli stessi abbiano potuto sistematicamente gestire la cosa pubblica con modalità illecite”. Quindi siamo non alla presunzione di innocenza, ma alla presunzione di colpevolezza.

Ancora, l’esigenza di custodia cautelare in carcere e così motivata: “la conoscenza che hanno degli strumenti investigativi, per il ruolo politico sociale rivestito dall’Uggetti e per le cognizioni tecniche proprie del Marini, quale avvocato impongono la prigione”.

Quindi questo giudice modifica il codice, le leggi: tutti gli indagati che conoscono le cose di legge non possono usufruire di libertà, di arresti domiciliari, ecc. No, devono andare necessariamente in carcere. Del resto, il giudice continua ad argomentare la impossibilità dei domiciliari scrivendo che “con l’attuale progresso tecnologico è impossibile monitorare e controllare gli indagati sottoposti agli arresti domiciliari”.

Cioè, anche qui, il giudice modifica le leggi: sono aboliti gli arresti domiciliari, mentre tutta la cultura giuridica attuale si orienta per diminuire la custodia cautelare in carcere a favore dei domiciliari. Che dire? Spero che il CSM esamini questo caso, perché effettivamente è un caso.

Contributo preso dalla pagina Facebook 

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