Se Roma fosse puntuale…

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File interminabili all'interno degli uffici dell'AMA in Via Capo d'Africa per il pagamento della Tares, Roma, 20 Gennaio 2014. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Trasporti pubblici in orario e file ridotte potrebbero valere un guadagno di diversi punti di Pil per la Capitale

La puntualità è alla base di di un’organizzazione, di un’impresa e anche di una società perché permette un coordinamento tra singole attività. Spesso siamo portati a ritenere che la puntualità e il ritardo siano caratteri permanenti della cultura di una comunità. E allora, gli svizzeri sono notoriamente puntuali, mentre i professori universitari (italiani!) no, tanto che hanno ufficializzato il ritardo con il “quarto d’ora accademico” (che poi quasi mai è solo un quarto d’ora).

Ma due importanti economisti, Kaushik Basu (capo economista Banca Mondiale) e Jorgen W. Weibull (Stockholm School of Economics), hanno argomentato che la puntualità non è un carattere permanente della cultura, ma più semplicemente una scelta basata su una valutazione costi-benefici e sulle aspettative di puntualità degli altri, da cui deriva quindi un equilibrio, nel senso economico del termine.

Analogamente, in un famoso caso-studio Gneezy e Rustichini mostrarono che l’introduzione di una sanzione per il ritardo può avere il contro-intuitivo e contro-producente risultato di incrementare i ritardi, invece che ridurli. La ragione sta nel fatto che una sanzione per il ritardo definisce un prezzo per il ritardo, che potrebbe spingere gli individui a scegliere di ritardare, pagando la sanzione, invece che optare per alternative puntuali ma relativamente più costose (esempio, non completare la precedente attività per essere puntuali all’incontro successivo). Prefigurando il ritardo come un equilibrio, i soggetti possono non avere un vantaggio a spostarsi unilateralmente verso la puntualità, mentre la collettività nel suo complesso potrebbe averne un beneficio. Questo problema di coordinamento (nel gergo economico) può essere mitigato o addirittura risolto introducendo opportuni incentivi e accorgimenti istituzionali.

In parte sorprende che a Roma, città che nell’immaginario collettivo rappresenta il cliché del ritardo, la campagna elettorale dei candidati sindaci metta al centro proprio il tema della puntualità, prima di altri noti e gravosi problemi.

Il candidato del centrosinistra Roberto Giachetti ha ribadito come suo obiettivo principale quello di restituire ai romani 30 minuti al giorno, oggi di fatto persi per i ritardi dei servizi di trasporto pubblico o per una fila in municipio. In maniera simile, i militanti del M5S qualche mese fa nello scegliere tra le priorità per Roma hanno messo al primo posto la mobilità. A Roma, si potrebbe affermare, il ritardo non è una scelta individuale, ma un’imposizione dovuta al mal-funzionamento delle istituzioni pubbliche.

Un termine di paragone sui benefici economici della puntualità può essere desunto dalla campagna nazionale per la puntualità svoltasi alcuni fa in Ecuador (si veda The Economist, 20 Novembre 2003). Le istituzioni pubbliche (dalla burocrazia alle imprese pubbliche, passando per gli organi politici) si sono impegnati a ridurre sostanzialmente i ritardi. Secondo alcune stime il ritardo delle istituzioni pubbliche ecuadoregne costava ogni anno un ammontare compreso tra il 4% e il 10% del Pil nazionale. Se fossero stime affidabili, per Roma la puntualità potrebbe valere alcuni punti di Pil o addirittura incrementi a due cifre.

D’altro canto, oltre al fatto strettamente quantitativo-temporale, la puntualità produce un netto miglioramento anche della qualità dei servizi e prodotti. Un contesto dove uno non deve rincorrere (in ritardo!) l’impegno o l’evento successivo, è un contesto dove ognuno può assolvere a più impegni e, soprattutto, meglio.

Inoltre la puntualità produce effetti positivi anche su altri ambiti, come la responsabilità delle istituzioni, il rispetto del cittadino e la disciplina in una comunità. Non è un caso che la campagna ecuadoregna aveva come slogan: “Inject yourself each morning with a dose of responsibility, respect, and discipline”. In un equilibrio “di puntualità”, il funzionario pubblico non potrà “scaricare” su qualcun altro la negligenza o il ritardo per una richiesta di un cittadino, ma dovrà assumersene la responsabilità. E il cittadino vedrà rispettato il suo tempo, che verosimilmente in caso di ritardo avrebbe sottratto agli affetti o al lavoro.

Infine, la puntualità è un elemento basilare per disciplinare i servizi e beni offerti alla comunità. La puntualità, sia essa nella risposta a un’esigenza di un cittadino, sia nella realizzazione di un’opera pubblica, deve, per rispetto dell’individuo così come di tutta la collettività, essere onorata.

>>> LEGGI QUI LA RISPOSTA DI ROBERTO GIACHETTI <<<

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