Se l’hyperlink perde potere

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Il rischio è che la rete stia diventando sempre più un modo di intrattenimento lineare, passiva e centralizzata

Con il depotenziamento dell’hyperlink, in altre parole del collegamento ipertestuale, la rete sta diventando sempre più un modo di intrattenimento lineare, passiva e centralizzata, una forma rimediata di televisione, rischiando di snaturarsi e di morire. E sempre più la televisione se ne servirà. A dirlo non è un normale osservatore ma Hossein Derakhshan, scrittore e giornalista, padre dei blogger iraniani, cioè l’uomo che, dopo il dramma delle Torri gemelle, nel 2001, ha creato il primo blog in lingua persiana.

Uscito dal carcere dove è stato detenuto per sei anni, ha trovato un mondo della rete diverso, molto cambiato da quello che lui conosceva e per il quale era finito in prigione. Ha cominciato a rifletterci sopra, finendo per arrivare a denunciare la possibile “morte del web”. Partendo dalle posizioni rese note dal blogger, Angela Maiello lo ha intervistato, cercando di capire le ragioni più profonde di questa sua evoluzione. L’intervista è apparsa su “Il lavoro culturale”, una rivista online che preferisce l’approfondimento all’adesione stereotipata alle culture dominanti. Una rivista che merita attenzione. Seguiamo, semplificandolo, il ragionamento del blogger esposto nella lunga intervista.

Oggi il modello dominante è quello di Facebook ed è un modello che tende a scoraggiare l’uso degli hyperlink che vengono sempre più incorporati nella struttura del social. Così facendo il social tende a contenere l’utente nell’ambito del proprio ecosistema. Lo prende in ostaggio. L’opposto di Google che ha costruito il proprio impero sul potere dell’hyperlink.

La nuova Internet è diventata, inoltre, molto personalizzata, secondo il modello dominante dell’individualismo di origine statunitense e quindi funzionale all’ipertrofia dell’io. Le conseguenze – a detta di Derakhshan – potrebbero essere molto serie: innanzitutto per la sopravvivenza e la sostenibilità del giornalismo e, più in generale, per la definizione dei modi attraverso cui conosciamo ed interagiamo con il nostro ambiente. Gli strani cerchi della vita: Internet, creata dal Pentagono ma divenuta poi, un progetto utopico guidato da tecnologi e accademici, ora è tornata nelle mani delle multinazionali, che la controllano e ne traggono, naturalmente, i benefici.

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