Se cederemo a rabbia e paura avranno vinto loro

Terrorismo
epaselect epa05425166 Wounded people are evacuated from the scene where a truck crashed into the crowd during the Bastille Day celebrations in Nice, France, 14 July 2016. According to reports, at least 70 people died and many were wounded after a truck drove into the crowd on the famous Promenade des Anglais during celebrations of Bastille Day. Anti-terrorism police took over the investigation in the incident, media added.  EPA/OLIVIER ANRIGO

La lunga serie di attentati che stanno sconvolgendo il mondo provoca diffidenza nei confronti delle comunità islamiche, un errore da non commettere se si vuole sconfiggere il terrorismo

Parigi, Tunisi, Bruxelles, Orlando, Dacca, Istanbul, Nizza sono alcune delle città che negli ultimi 18 mesi hanno subito attacchi terroristici. Giornali, stadi, aeroporti, locali notturni, ristoranti, metropolitane e feste in piazza, la strategia del terrore ha cambiato volto colpendo sempre più spesso obiettivi di vita, posti dove nessuno si sente in pericolo.

Ieri era una giornata di festa in Francia, la giornata più sentita dal popolo francese quella in cui si ricorda la presa della Bastiglia quando il popolo si sollevò contro la monarchia per cambiare il corso della storia. E ieri come ogni anno dal 1880, anno in cui diventò festa nazionale, milioni di persone in tutte le città francesi si sono riversate in piazza per festeggiare, per vivere una giornata di festa.

Proprio in questo importante giorno hanno deciso di colpire, di fare una strage, di colpire persone innocenti che stavano trascorrendo una serata in allegria. Vogliono farci avere paura, farci cambiare le nostre abitudini, è questo il loro obiettivo. Oggi i sentimenti principali sono rabbia e paura, proprio quei sentimenti che questi professionisti del terrore vogliono instaurare nelle menti dei cittadini.

Solo con rabbia e paura lo Stato Islamico, questo mostro che ormai abbiamo imparato a conoscere e con cui conviviamo da tempo, potrà continuare a fare proseliti. Sì perché questa rabbia e questa paura si sta lentamente trasformando in odio e diffidenza verso i cittadini di fede islamica, e attentato dopo attentato questa diffidenza sta crescendo gonfiata anche dalle parole di quei movimenti populisti, che sono i principali alleati dei terroristi.

Se questa diffidenza continuerà a crescere la vittoria dei terroristi sarà totale. L’Occidente non può pensare di vincere questa guerra con le armi, ma con la cultura dell’integrazione. Tutti i terroristi che hanno colpito il suolo europeo erano europei, cresciuti tra di noi, ma poi via via sempre più marginalizzati dalla società. Il rifiuto li ha spinti nelle mani dei signori del terrore, e se questa diffidenza, questa esclusione continuerà a crescere avremo sempre più terroristi nelle nostre strade e sempre più attentati.

La risposta più semplice non è mai quella giusta, bisogna lottare insieme senza distinzioni di razza o religione, solo così si potrà fermare questa intollerabile scia di sangue che sta colpendo il mondo. Bisogna capire che le prime vittime di questa violenza sono proprio le comunità islamiche che vivono in pace e integrate nella nostra società. Non bisogna cedere alla paura e alla rabbia, altrimenti avranno vinto loro.

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