Scoop anti-Raggi del Fatto. Ma a pagina 12

Il Fattone
Virginia Raggi, la candidata M5s a sindaco di Roma, nel corso di una iniziativa al Tufello, Roma, 5 marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Ma a Lillo andò anche peggio quando non gli pubblicarono il pezzo sulla candidata e lo studio Previti

Forse perché la notizia è vera, forse perché non è la solita balla spaziale lanciata in orbita dal povero Travaglio (vendite in calo, fastidi crescenti in redazione), o forse perché dispiace alla Casaleggio Associati srl, fatto sta che lo scoop del buon Marco Lillo, sul Fatto di oggi, è stato relegato a pagina 12, e senza neppure un richiamo in prima (dove invece si dà notizia della solidarietà espressa a Francesca Pascale da un’attrice di “Gomorra”).

In passato, a dire il vero, gli era andata anche peggio: un suo pezzo sulle amabili frequentazioni giovanili dello studio Previti da parte di Virginia Raggi non era stato neppure pubblicato sul Fatto, e Lillo aveva dovuto ripiegare sul proprio blog.

Questa volta, però, la questione è più seria. Lillo ha scoperto che l’avvocato Raggi ha ricevuto due incarichi legali di recupero crediti dalla Asl di Civitavecchia, nel 2012 e poi nel 2014, “quando Raggi era già consigliera M5s” e “nonostante ci fosse un regolamento che imponeva di scegliere professionisti iscritti all’albo creato dall’Asl nel novembre 2012, di cui Raggi non faceva parte”. Civitavecchia, come è noto (ma il buon Lillo si dimentica di ricordarlo ai suoi lettori), è retta da una giunta grillina dal giugno 2014.

Perché Travaglio ha deciso di relegare a pagina 12, e senza neppure un richiamo in prima, una notizia di questo peso?

Alla vigilia dei ballottaggi, per un giornale che ogni giorno erige una ghigliottina pubbica per chiunque non si allinei alle fisime di Travaglio e, come un bimbo caratteriale, grida all’onestà-onestà- onestà, sapere che la Raggi ha un incarico (retribuito) che non può avere e di cui non ha mai parlato dovrebbe avere un qualche significato.

Ma una cosa è la verità, e un’altra la Casaleggio Associati srl: e la prima vale poco, pochissimo, quasi niente, quando la seconda ha deciso che cosa è importante e che cosa no, che cosa va pubblicato e che cosa no (il Fatto per settimane ignorò la notizia del sistema di controllo della mail private dei parlamentari grillini), che cosa serve alla causa e che cosa no.

E’ la libertà di stampa (vigilata) a cinque stelle, bellezza.

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