Sconfiggere il randagismo è possibile

Animali
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Oggi è assolutamente necessaria una campagna per la piena implementazione della normativa-quadro che l’onorevole Michele Anzaldi opportunamente rilancia

Bene ha fatto l’onorevole Michele Anzaldi ad affrontare da queste pagine la questione del randagismo; una questione che, come dice il presidente dell’Anci, Piero Fassino, è al centro dell’attenzione di cittadini, associazioni animaliste, rappresentanti istituzionali.

L’Ente Nazionale Protezione Animali, che da sempre lavora per la prevenzione e il contrasto di questo doloroso fenomeno, ne ha sempre denunciato la causa primaria: la mancata applicazione della normativa nazionale, che ha incontrato sul suo cammino numerosi nemici, dalle Regioni alle Asl passando per i Comuni.

Nata ormai 25 anni fa, con una grande e condivisa mobilitazione dell’opinione pubblica e dei partiti, la legge 281/91, come noto, pose fine alle incivili soppressioni di cani e gatti in stato di abbandono, fornendo gli strumenti per la progressiva soluzione del randagismo, a cominciare dalle sterilizzazioni, uno dei capisaldi del sistema legislativo. Ed è proprio questo il punto che l’onorevole Anzaldi molto opportunamente riprende e rilancia. Oggi è assolutamente necessaria una campagna per la piena implementazione della normativa-quadro: la verifica su tutto il territorio nazionale dell’identificazione degli animali attraverso l’anagrafe canina, seguita a stretto giro da una campagna di controllo delle nascite a livello regionale, che preveda misure premiali che incoraggino anche la sterilizzazione dei cani già adottati. Una iniziativa nazionale civile, intelligente e remunerativa che rappresenta un investimento in termini di benessere e felicità degli animali che, in diminuzione, troveranno più facilmente una casa e una famiglia. Ma un investimento anche per i Comuni che, grazie a queste buone pratiche, avranno la possibilità di svuotare i canili con un significativo beneficio per le loro casse.

Questa iniziativa nazionale dovrebbe nascere sotto l’egida della Presidenza del Consiglio, in quanto il randagismo non è solo questione sanitaria, ma coinvolge altri aspetti, come quello delle zoomafie, che fanno business attraverso convenzioni con comuni che non esercitano azioni di controllo.

Sconfiggere il randagismo è possibile. Nel suo lavoro quotidiano soprattutto nelle Regioni del Sud l’Enpa, grazie al progetto “Rete Solidale” teso ad incentivare le adozioni e il controllo delle nascite, è riuscito a trovare famiglia – da maggio 2013 a tutto il 2014 – a più di 2.400 cani e 800 gatti, e a promuovere undici campagne di sterilizzazione e trentadue convenzioni con veterinari liberi professionisti. Con una particolare attenzione alla Sicilia dove molti Comuni risultavano inadempienti; con loro Enpa ha aperto un canale di dialogo puntando su “micro-canili” cui affidare i randagi in attesa che essi vengano adottati e sull’attuazione di un progetto mirato alla lotta contro il randagismo.

Annamaria Procacci, consigliere nazionale di Enpa, già legislatore della legge 281/91.

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