Scomodare la Resistenza contro la riforma Boschi fa torto alla Resistenza

Il Fattone
Il mninistro per le Riforme Costituzionali e per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi durante le celebrazioni del 25 aprile a Sant'Anna di Stazzema (Lucca), 25 Aprile 2015. ANSA/RICCARDO DALLE LUCHE

Al fatto Carlo Smuraglia bolla la riforma del Senato come contraria ai valori della Costituzione

Fischia il vento, urla la bufera: “Oggi come ieri, bisogna sempre restare vigili sulla nostra democrazia”. Parola del presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia in una intervista al Fatto. Giusto, giustissimo. Perché si possa vigilare con efficacia, tuttavia, occorre avere un’idea anche vaga dell’argomento, del tema in discussione, del pericolo alle porte: altrimenti si rischia di fare il gioco dell’avversario.

Scomodare la Resistenza, l’antifascismo, i partigiani per criticare la riforma del Senato è prima di tutto, un insulto alla Resistenza, all’antifascismo, ai partigiani: e colpisce che un tale insulto venga proprio da chi, pro tempore, dovrebbe rappresentarne e tutelarne l’eredità culturale e politica.

Smuraglia si sente addirittura “in trincea”, come “nel ’53 contro la legge truffa” e “nel ’60 quando decisero di fare un governo con i fascisti”. Ma la trincea dev’essere talmente profonda da impedirgli di vedere che cosa c’è fuori.

Con la riforma Boschi, sostiene Smuraglia, “si consolida un sistema di potere che non tiene conto che noi abbiamo una Costituzione repubblicana, democratica e antifascista”. Dunque, se le parole hanno un senso, la riforma Boschi modifica la Costituzione in senso monarchico, antidemocratico e fascista.

Ma le parole di Smuraglia un senso non riescono a darselo, e con l’avanzare dell’intervista cresce anche la confusione. “Prendendo alcuni modelli che in Europa già esistono – spiega – si poteva superare il bicameralismo perfetto in una settimana”. Bum! Però, aggiunge nella riga successiva, “non si può andare di corsa”. Dunque non si può fare una riforma in meno di una settimana? O il percorso previsto dall’articolo 138 (della Costituzione, non dello statuto del Pnf) è per Smuraglia troppo veloce? Insomma, due anni sono troppo pochi ma una settimana è sufficiente?

Smuraglia conclude con due clamorosi svarioni: prima incolpando l’Italicum di avere, come ogni altra legge elettorale al mondo, un premio di maggioranza (ma l’Italicum, caro Smuraglia, non fa parte della riforma Boschi sottoposta a referendum), e poi sostenendo l’illegittimità dell’attuale Parlamento e la “mancanza di rispetto” per la Consulta (proprio la Consulta, bocciando il Porcellum, ha ribadito esplicitamente la piena legittimità delle Camere elette nel 2013).

Insomma, ad un esame non vogliamo dire di diritto costituzionale, ma di educazione civica alla scuola media, Smuraglia sarebbe sonoramente bocciato. Ma questo è un problema suo. Gli chiediamo però, sommessamente, di non trascinare con sé la memoria e i valori della Resistenza.

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