“Scalza tra lamiere e corpi senza vita, così ho salvato mio marito”

Trasporti
incidente (2)-2-2

Il racconto dei sopravvissuti. Donna incinta all’ottavo mese: «Viva grazie a una spinta». Una mamma disperata: «Ditemi dov’è mia figlia»

«Sono incinta, sì, mi sono salvata per una spinta in avanti». «Ho visto l’inferno». «Ho scavato a mani nude, scalza tra pezzi di corpi…». Le voci arrivano come da lontano, e tradiscono l’incredulità di essere ancora vivi. Flebili, spezzate dal pianto. A raccontare una tragedia immane, improvvisa, incomprensibile. I sopravvissuti si aggirano sotto choc intorno ai rottami contorti che ancora nascondono i corpi di chi, fino a poco prima, viaggiava accanto a loro. Le loro testimonianze danno da un lato sollievo, dall’altro acuiscono incredulità e orrore per lo scenario di guerra che si presenta davanti ai soccorritori. Chi è riuscito a trascinarsi fuori dal groviglio rovente di lamiere schiacciate parla anzitutto quasi a se stesso, come a trovare conferma di essere ancora in grado di farlo. Un anziano, la testa fasciata, ammette di non essersi accorto di nulla fino all’ultimo: «Niente, non abbiamo sentito niente». Poi, la vista di un mondo improvvisamente capovolto, «un macello, un macello…» riesce solo a ripetere.

Continua a leggere

Vedi anche

Altri articoli