Sarà ancora di più una Leopolda del rinnovamento

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Un dibattito tra i partecipanti alla manifestazione durante la seconda giornata della Leopolda, a Firenze, 25 ottobre  2014.
ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Un nuovo progressismo ha bisogno di una classe dirigente che se ne faccia interprete: solo i nativi democratici possono farlo

Non so se si possa dare una connotazione, assegnare un aggettivo, racchiudere la Leopolda dentro una parola; la stazione più famosa della politica italiana è un oggetto che va sempre oltre se stesso, è cambiamento continuo, un modo per ripensare le certezze di ieri e ripensarsi.

La Leopolda non è un appuntamento che si programma annualmente per celebrare risultati, ricordare con nostalgia i passi fatti o mostrare muscolarmente un traguardo conquistato, la Leopolda è piuttosto una chiamata. Una chiamata a raccolta delle intelligenze e della voglia di chi ha l’entusiasmo e l’ottimismo di immaginare qualcosa di nuovo per il proprio presente.

La Leopolda è un grande recipiente di pensiero in cui sono chiamati a mischiarsi spunti sempre nuovi, non si segue mai la medesima ricetta proprio perché quel che deve uscire dalla Leopolda è qualcosa di radicalmente diverso da quello che ha lasciato dentro ogni partecipante quella stessa stazione gli appuntamenti precedenti.

Dalla Leopolda non esce un manifesto, non escono (se non rari casi) documenti o libri, dalla Leopolda escono persone che si sono “contaminate”, hanno scambiato per tre giorni idee e visioni e si portano via da un’idea di Paese, un progetto di politiche da mettere in campo nei propri territori o nella propria vita quotidiana. Un agire politico che si è fatto collettivo durante i giorni fiorentini e che per questo diventa ancor più forte, perché reinterpretato da ogni partecipante, condiviso e messo in pratica: la Generazione Leopolda vive così la kermesse e il proprio impegno sociale e politico dopo di questa. L’innovazione della politica si fa, molto prima che essere teorizzata, e riesce solo se è patrimonio condiviso da un insieme di persone. Questo penso sia la forza straordinaria della Leopolda.

Come dicevo ritengo che sia difficilmente racchiudibile in una sola locuzione il senso della Leopolda ma se mi sforzo di dare un nome a questa #Leopolda6 penso sarà la Leopolda del rinnovamento.

Un nuovo inizio per la Leopolda, che dopo essere stata l’appuntamento dei “non invitati”, la stazione di partenza del nuovo corso democratico e la Leopolda di governo dovrà riuscire ad andare oltre se stessa (come fra l’altro ha sempre fatto) e diventare la Leopolda di un nuovo paradigma del fare politica.

La nuova visione di progressismo messa in campo dall’attuale maggioranza dem ha la necessità di consolidarsi e per fare questo le politics e le policies di cui si è iniziato a discutere dall’appuntamento del Big Bang in poi hanno bisogno di una classe dirigente che se ne faccia interprete e, ancor di più, che incarni quello stesso modo di fare politica come solo i “nativi” del progetto democratico possono fare.

Questa Leopolda dovrà essere l’appuntamento che consolida le relazioni tra le diverse realtà del Paese che condividono una direzione di marcia, il rafforzamento di quelle “reti neurali” presenti nel partito, nella società, nelle amministrazioni e nell’impresa che riescono meglio di altri ad interpretare ed indirizzare i cambiamenti della società che vivono.

Questa Leopolda deve riuscire ad essere l’affermazione di un modus novus nella competizione politica, la rottura di posizioni di potere consolidate che bloccano il sistema Paese in particolare sui territori.

Il governo Renzi sta facendo muovere, passo dopo passo, un Paese che fino al 2013 era fermo, impaurito, frustrato; ma questa azione ha bisogno di un cambiamento profondo nel tessuto  sociale, amministrativo e produttivo. Una scossa così capillare potrà essere data solo se questo nuovo corso democratico riuscirà a permeare nel profondo l’Italia.

Per dare un futuro alla Leopolda la necessità che si dia un futuro a questo corso democratico si fa pressante e penso che non ci sia appuntamento migliore di questa Leopolda dicembrina per iniziare il percorso.

Il rinnovamento richiede impegno, capacità di mettersi in discussione e assunzione di responsabilità. Sarà una sfida che investirà il governo Leopolda così come la Generazione Leopolda cresciuta alla luce della kermesse e sarà una sfida dura ma bellissima da giocare.

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