Salvini, il giullare irresponsabile che gioca al far west

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Cavalcare un’emergenza mondiale epocale da parte di chi passa il tempo a ballare i tormentoni dell’estate è un’aberrazione della realtà

“E’ urgente bloccare l’invasione, altrimenti gli italiani saranno costretti a farsi giustizia da soli. Da oggi si accolgano solo donne e bambini, gli uomini si respingano: tutti a casa loro”. Parole e musica di Matteo Salvini, di professione europarlamentare e leader della Lega Nord, che come hobby principale ricopre il ruolo di fomentatore (un po’ spompo in verità) delle masse.

Sinceramente ci siamo addirittura stancati di commentare le frasi del ‘felpato’ che di tanto in tanto dismette i panni del giullare impegnato in improbabili balletti da spiaggia, per interpretare la parte del cattivo dei film western, sparando a zero contro tutto e contro tutti. Ci siamo perfino stancati di dire e di pensare quanto, specie in un momento come questo, sia sbagliato e irresponsabile cavalcare il malcontento, rinfocolare continuamente gli spettri e le paure della gente. Il tutto per meri obiettivi politici e di consenso personale, per rosicchiare qualche voto qua e là, nel ripugnante confronto al ribasso con le invettive che provengono dalle altre forze anti-sistema, in primis il Movimento 5 Stelle.

Oltre ad esserci stancati noi, che come noto non contiamo nulla, si è stancata la gente, che ha ormai voltato le spalle alla brutta copia di Marine Le Pen (e ce ne vuole…). I cittadini italiani che danno ogni giorno dimostrazione di maturità e di responsabilità ben superiori a coloro che in teoria dovrebbero rappresentarli ai livelli più alti. Da Amatrice a Lampedusa c’è un popolo solidale e commovente, che è pronto a mettersi in gioco per aiutare chi ne ha bisogno.

La drammatica questione immigrazione è un fattore di cambiamento epocale, che sta cambiando la storia del mondo, la geografia delle nostre società. Gestirla bene, con fermezza, lungimiranza e responsabilità, è il compito di una classe dirigente degna di essere definita tale. Utilizzarla per scopi personalistici, non calcolando le possibili conseguenze di ciò che si scrive su Facebook, da uno che passa l’estate a ballare il tormentone dell’estate è un errore, un’aberrazione della realtà. Non può essere vero, non deve essere vero.

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