Salvini “austriaco”, che brutta fine

Lega
Il leader della Lega Nord Matteo Salvini con il suo gruppo presente per dare solidarieta al presidio di Cgil, Cisl e Uil per la tutela dei lavoratori e sodati davanti al Ministero dell'Economia e delle Finanze, Via XX Settembre, Roma, 15 settembre 2015. ANSA/ FABIO CAMPANA

In difficoltà è costretto a scimmiottare lepenisti e nazisti vari

In queste ore Matteo Salvini sta facendo la cosa che meglio sa fare: cavalcare l’onda. L’uomo con la felpa non è uno che inventa qualcosa – non è Umberto Bossi – ma è molto abile nel cogliere gli umori (peggiori) che spirano attorno a noi, nello sfruttare le ansie della gente,  nell’eccitare odii e rancori. Niente di nuovo, appunto: sono tutti ingredienti del populismo di destra ben noti dagli anni Venti.

E dunque, nelle ore della affermazione di questo Hofer in Austria – un Haider col loden ma sempre fascista – Salvini dà fondo alla demagogia e all’odio contro le istituzioni e chi le rappresenta: “Sfruttando il sacrificio di chi diede la vita per cacciare dall’Italia l’occupante straniero nel nome della Libertà – ha postato su Facebook – Renzi, Boldrini e Mattarella sono complici e finanziatori di una nuova e violenta occupazione straniera, servi di una Unione Europea che ci sta rubando lavoro, diritti, sicurezza e speranza nel futuro”.

Una specie di chiamata alle armi contro “la violenta occupazione straniera” (ma quale?), contro il presidente della Repubblica, la presidente della Camera, il presidente del consiglio – si è scordato del presidente del Senato, strano perché è pure meridionale -, in definitiva contro l’Italia.

Imbullonato sotto il 15%, “fregato” nella sua Milano da un centro-destra democratico, in difficoltà a Roma, assieme alla sorellina di Alemanno, dopo il no di Berlusconi, surclassato dai grillini in quanto a capacità di dar voce alla rabbia, a Salvini non resta che alzare la voce, scimmiottando lepenisti e neonazisti in giro per l’Europa. Non è, onestamente, una grande prospettiva.

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