Salviamo il calcio della Rai e godiamoci il Giro d’Italia

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epa05292030 Tom Dumoulin from the Netherlands of Team Giant Alpecin in action during the first stage of the Giro d'Italia 2016 at Apeldoorn, Netherlands, 06 May 2016, an individual time trial over 9.8km through Apeldoorn.  EPA/BAS CZERWINSKI

Troppe cose già viste e riviste, troppe chiacchiere da strapaese, troppi format sbagliati. Ma anche qualche bel fiore da coltivare

Ormai salta agli occhi di tutti: lo sport è una consistente parte del mondo televisivo e la RAI deve prontamente metterci mano. Troppe cose già viste e riviste, troppe chiacchiere da strapaese, troppi format sbagliati. Ma anche qualche bel fiore da coltivare. Già detto, e già scritto, da osservatori di ogni gazzetta. Carlo Freccero, con la sua solita lapidaria chiarezza, è come se avesse tirato, nei giorni scorsi, le somme di tanti g i u d i z i.“Lo sport alla RAI? Peggio dello schifo”. Il consigliere di amministrazione della Rai ha così parlato a La Zanzara su Radio 24. Dichiarazione che riprendo per esteso (data la brevità) da PrimaComunicazione: “Gli altri hanno innovato, e si vede; noi invece siamo inadeguati. E poi c’è’ un problema: la TV è anche immagine, e quelli della RAI sono vestiti male, malissimo. Varriale? È un tifoso del Napoli, e non si deve essere tifosi”. Varriale sta diventando un bersaglio troppo facile, lo ammetto. Ma è diventato, al di là di come si veste e della squadra per la quale tifa, una sorta di emblema del modo di concepire il calcio in televisione: tante, troppe chiacchiere, poche immagini e scarsa attenzione alle forme della narrazione e all’uso dei nuovi media. Conta molto, a dire il vero, la possibilità di avere immagini in esclusiva o di vantare primati in alcuni sport o settori. Quando questo avviene la musica cambia.

Domenica sera, guarda caso, il rombo della formula uno ha attratto un numero alto di telespettatori anche se il Gran Premio era trasmesso da RAI due in differita ( ben 2,449 milioni e il 9,61% di share). Gli altri media hanno fatto da apripista: sapere che le due Mercedes si erano auto eliminate ha aumentato negli sportivi la voglia di assistere allo spettacolo.

Nella domenica in cui il calcio era ai margini, gli Internazionali di Roma hanno avuto un buon riscontro mentre, su RAI 3, il Giro all’arrivo ha toccato quasi l’11 per cento di share. Le trasmissioni sul Giro sono, appunto, uno dei fiori da coltivare. Non solo per la puntualità della cronaca, per la ricchezza dei dettagli e per l’uso appropriato delle nuove tecnologie ma anche per le modalità con cui, attraverso il Giro, raccontano il Paese. Allora per lo sport in RAI non solo critiche ma anche qualche benevolenza. Speriamo sia di buon auspicio per le vicine scadenze degli Europei e delle Olimpiadi.

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